Israele lancia un'offensiva in Cisgiordania: 10 morti e critiche internazionali
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Redazione Esteri
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Nella notte tra martedì 27 e mercoledì 28 agosto, l'esercito israeliano ha avviato una vasta operazione militare in Cisgiordania, la più grande dalla Seconda Intifada. L'offensiva, definita "antiterroristica" dalle autorità israeliane, ha coinvolto principalmente le città di Tulkarem, Jenin e Tubas, causando la morte di almeno 10 palestinesi.
Operazione militare su larga scala
Le forze armate israeliane hanno ordinato agli abitanti del campo profughi di Nur Shams, a est di Tulkarem, di evacuare la zona entro poche ore. Secondo l'agenzia palestinese Wafa, i soldati israeliani hanno allestito una postazione militare nella zona di al-Maslakh per perquisire le persone in uscita. L'operazione ha visto l'impiego di truppe sia via terra che via aria, coinvolgendo gran parte della Cisgiordania settentrionale.
Reazioni internazionali
L'operazione ha suscitato forti reazioni a livello internazionale. L'Unione Europea ha espresso critiche, mentre le Nazioni Unite hanno condannato l'uso di "tattiche di guerra letali". La Mezza Luna Rossa ha riferito su X (precedentemente noto come Twitter) di aver trasportato 10 corpi e 22 feriti negli ospedali della zona.
Dichiarazioni del governo israeliano
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato di considerare "molto grave" l'imposizione di sanzioni contro cittadini israeliani, in risposta all'annuncio di nuove misure di ritorsione da parte degli Stati Uniti contro i coloni ebrei in Cisgiordania.




