Israele lancia l'operazione "Muro di Ferro" in Cisgiordania
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Redazione Esteri
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NABLUS — Non è mai vera tregua. Le forze armate israeliane hanno appena lanciato un'operazione militare su vasta scala in Cisgiordania, denominata "Muro di Ferro", che, secondo le autorità, durerà a lungo. Hamas, dal canto suo, risponde esortando all'escalation e alla lotta contro lo Stato ebraico. I due contraenti di un accordo fragile, siglato a Doha non più tardi di una settimana fa, si trovano ora nuovamente in conflitto.
Il colpo più devastante sul campo profughi di Jenin e varie parti della città è avvenuto nella prima ora dell'attacco israeliano. "All'improvviso sono apparsi in cielo elicotteri Apache e droni, sparavano su tutto. Sei (dei nove) uccisi sono stati colpiti nei primi quindici minuti, in gran parte civili", racconta Amer Nofal, 61 anni, residente nel centro di Jenin. "Quelli che erano in strada hanno cercato un riparo dalle mitragliate." l'operazione, coadiuvata dallo Shin Bet e dalla Polizia di Israele, mira a colpire con decisione le basi di Hamas. Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha annunciato che l'iniziativa è un ulteriore passo verso il raggiungimento dell'obiettivo prefissato: rafforzare la sicurezza in Giudea e Samaria. "Agiamo in modo deciso contro l'asse iraniano ovunque esso estenda le sue mani: a Gaza, in Libano, in Siria, in Yemen, in Giudea e Samaria. E non finisce qui", ha dichiarato Netanyahu, suscitando immediatamente speculazioni su un possibile attacco a Teheran.
L'operazione "Muro di Ferro" rappresenta un'escalation significativa nel conflitto israelo-palestinese, con potenziali ripercussioni su tutta la regione. La situazione rimane tesa e incerta, con entrambe le parti che continuano a prepararsi per ulteriori scontri.




