Alzheimer Fest a Pinzolo, la decima edizione accende i riflettori sui "curacari"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La memoria che si fa fragile non riguarda soltanto chi la perde. È questo il messaggio che attraversa la tappa trentina dell'Alzheimer Fest, inaugurata questa mattina a Pinzolo per la sua decima edizione. La manifestazione nazionale, partita da Cesenatico il 3 settembre e diretta a Messina il 17 ottobre, tocca il Trentino portando al centro le persone con demenza, i loro familiari e gli operatori che ogni giorno se ne prendono cura.

I numeri di una sfida che cresce

In Trentino sono oltre 10.700 le persone che convivono con una forma di demenza, duecento delle quali con esordio precoce, tra i 35 e i 64 anni. A queste si aggiungono circa 8.800 persone con disturbo cognitivo lieve, una condizione che non evolve necessariamente in demenza ma richiede monitoraggio.

I dati, elaborati dall'Osservatorio demenze dell'Istituto superiore di sanità, disegnano un quadro destinato a pesare sempre di più sui servizi: l'invecchiamento della popolazione è il principale fattore di rischio e le stime indicano che la crescita riguarderà soprattutto le fasce di età più avanzate.

La demenza non è destino

"Secondo studi scientifici l'80% della popolazione è ancora convinta che la demenza sia inevitabile caratteristica dell'età, ma non è vero", ha spiegato Anna Casanova, direttrice del Dipartimento ad attività integrata anziani e longevità dell'Asuit. La specialista ha ricordato come gli studi dimostrino che il 45% delle demenze è prevedibile o comunque ritardabile nell'evoluzione.

I campanelli d'allarme da non sottovalutare comprendono la perdita di memoria, i momenti di confusione, le difficoltà nel ricordare fatti recenti o nel linguaggio, ma anche cambiamenti di umore, ritiro sociale e il rifiuto di svolgere attività abituali.

Una giornata diffusa per tutto il paese

Il programma di Pinzolo coinvolge l'intero abitato, dal parco Ciclamino alla biblioteca, dalla piazza alla Apsp Collini fino al Paladolomiti. Al parco sono allestiti punti informativi e spazi delle quattro associazioni Alzheimer trentine, insieme a laboratori interattivi curati dai professionisti Asuit: la "Ruota dei fattori di rischio" per individuare le cause modificabili del declino cognitivo, simulazioni sui campanelli d'allarme e la "Scatola sensoriale" per comprendere le difficoltà percettive vissute dai pazienti.

I musei trentini propongono laboratori artistici dedicati alle persone con demenza, mentre nel pomeriggio è previsto il concerto dei Latin Musicafè e un'esperienza di nordic walking per i residenti della Rsa di Pinzolo.

Il peso economico ed emotivo di chi assiste

Il filo conduttore della decima edizione è racchiuso nel titolo "Curacari e carocure: per vivere con la demenza servono amore e soldi. Come evitare la bancarotta del cuore e del portafogli?". Alle 15, in biblioteca, l'incontro moderato da Massimo Giordani affronta il carico emotivo, organizzativo ed economico dei caregiver.

Intervengono Nicola Vanacore, responsabile dell'Osservatorio demenze dell'Istituto superiore di sanità, Monica Zambotti, dirigente del Servizio politiche sanitarie e sociosanitarie della Provincia autonoma di Trento, Paolo Manganotti, docente dell'Università di Trento e direttore dell'Unità operativa di neurologia dell'ospedale Santa Chiara, e Luigi Mittone, professore emerito dell'ateneo trentino.

Comunità amiche e prevenzione fin da giovani

Al mattino, alle 10.30, la biblioteca ospita la presentazione degli esiti dei sedici Piani triennali 2023-2025 delle "Comunità amiche delle persone con demenza", con gli interventi dei rappresentanti di Spazio Argento di sei territori. La giornata si chiude al Paladolomiti alle 20.15 con un incontro sull'importanza della prevenzione fin da giovani, insieme a Michela Matteoli di Humanitas University. L'evento, previsto dal Piano provinciale demenze approvato a settembre 2025, diventa da quest'anno un appuntamento annuale organizzato a rotazione dalle associazioni Alzheimer attive in provincia.

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