Il tribunale del Riesame dissequestra il cantiere Unico Brera a Milano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il cantiere di Unico Brera, il nuovo edificio residenziale sorto nel cuore storico di Milano, in via Anfiteatro, riprende vita dopo il provvedimento del Tribunale del Riesame che ne ha disposto il dissequestro immediato. I giudici della libertà, valutando i ricorsi presentati dai costruttori e dalla società di riferimento, hanno infatti annullato il decreto firmato lo scorso dicembre dal gip, il quale aveva applicato una misura cautelare su quel lotto di terreno. La decisione arriva all’interno di quel più ampio filone investigativo, che coinvolge complessivamente ventisette indagati, con cui la Procura milanese sta esaminando diversi aspetti della pianificazione urbanistica cittadina.

La valutazione dei giudici sull'elemento soggettivo

La chiave della pronuncia, che ha consentito la ripresa delle attività edilizie, risiede nella valutazione dell'elemento soggettivo. I magistrati del Riesame, il cui compito è vagliare la legittimità delle misure restrittive della libertà personale o dei beni, hanno ritenuto insussistenti, allo stato degli atti, i profili di dolo che erano stati ipotizzati dalla procura. Le accuse, che spaziavano dalla lottizzazione abusiva al falso in atto pubblico fino a varie ipotesi di abuso edilizio, non avevano dunque trovato, secondo i giudici, un sufficiente riscontro per giustificare il mantenimento del sequestro preventivo. Si tratta di una valutazione che, come spesso accade in simili procedimenti, non pregiudica il merito dell’inchiesta ma ne modifica temporaneamente gli effetti pratici, restituendo la disponibilità del bene ai suoi legittimi proprietari.

Il contesto dell’inchiesta e il ritorno alla normalità del cantiere

L’operazione di sequestro, scattata alcuni mesi fa, si inseriva in un quadro investigativo di ampio respiro, uno dei cui capitoli riguardava proprio quell’area di pregio nel quartiere di Brera. L’indagine, portata avanti dai sostituti procuratori che seguono il filone, mira ad accertare eventuali illeciti nella trasformazione e nella gestione del territorio, un tema particolarmente sensibile in una metropoli come Milano, dove il valore del suolo è altissimo. La revoca della misura cautelare, di per sé, non determina l’archiviazione delle posizioni degli indagati, ma ne attenua le immediate conseguenze, permettendo ai costruttori di riprendere il lavoro interrotto. La società Rs Sviluppo, che gestisce il progetto, potrà quindi riattivare le maestranze e le forniture per portare a compimento l’opera.

Le implicazioni procedurali della decisione

La dinamica processuale che ha portato al dissequestro illustra il bilanciamento tra le esigenze investigative e la tutela dei diritti delle parti coinvolte. Il gip, nella sua precedente decisione, aveva applicato lo strumento del sequestro preventivo per preservare un eventuale profitto di reato o per impedire la continuazione di attività illecite. I difensori degli indagati, presentando ricorso, hanno invece sostenuto la legittimità delle azioni dei loro assistiti e l’assenza di quei presupposti di periculum che giustificano misure così invasive. Il tribunale del Riesame, dopo aver riesaminato gli atti, si è allineato a questa seconda prospettiva, sottolineando come la buona fede dei costruttori, al momento, non possa essere messa in discussione sulla base degli elementi acquisiti. La vicenda giudiziaria prosegue il suo corso, mentre il cantiere torna a essere un luogo di lavoro e non più un bene vincolato dall’autorità giudiziaria.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.