Rinunce in massa tra gli scrutatori a Palermo: elezioni a rischio
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Redazione Interno
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A poche ore dall'insediamento dei seggi a Palermo, molti hanno rinunciato a ricoprire l'incarico di scrutatori. Su 2.400 sorteggiati, oltre 1,700 hanno rinunciato alle lettere d’incarico inviate dagli agenti della polizia municipale. Questa situazione ha portato a un vertice in prefettura per affrontare la questione.
Rinunce e motivazioni
Il lavoro di scrutatore è impegnativo, con due giorni ininterrotti di votazioni e lo spoglio per un compenso di 110 euro. Questo ha portato molti a rifiutare la nomina. La questione del compenso inadeguato è stata al centro delle lamentele di coloro che hanno rinunciato.
Situazione a Catania
Anche a Catania, come a Palermo, le nuove elezioni sono accompagnate da problemi legati alla formazione dei seggi elettorali. Il Comune sta affrontando un numero elevato di rinunce da parte degli scrutatori.
Ripetizione della storia a Palermo
La storia si ripete a Palermo, due anni dopo, con gli uffici elettorali del Comune che devono correre ai ripari in vista delle elezioni Europee. A poche ore dall’apertura delle sezioni per il voto, infatti, dei 2.400 sorteggiati quasi la metà hanno rinunciato all’incarico denunciando di essere sottopagati.
La situazione attuale mette a rischio il corretto svolgimento delle elezioni. Le autorità stanno lavorando per trovare una soluzione a questo problema.




