Trump scarica la colpa su Biden: "L'economia in recessione per colpa sua"
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Redazione Economia
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New York – Se c’è una costante nella retorica di Donald Trump, è la capacità di trasformare ogni difficoltà in un’accusa contro qualcun altro. Stavolta, di fronte ai dati allarmanti sul Pil americano – sceso dello 0,3% nel primo trimestre del 2025 – il tycoon ha puntato il dito contro il predecessore Joe Biden, accusandolo di aver lasciato "un’eredità di caos". Peccato che, come dimostrano le statistiche del Dipartimento del Commercio, l’economia statunitense, pur rallentando, avesse mantenuto una crescita solida fino al cambio della guardia alla Casa Bianca.
La narrazione trumpiana, però, non regge alla prova dei fatti. Mentre il presidente esalta i suoi primi cento giorni definendoli "straordinari", Wall Street fatica a nascondere il nervosismo. I mercati, dopo un’iniziale frenata, hanno recuperato solo in chiusura, ma il timore di una recessione incombente resta. Robert Engle, premio Nobel per l’Economia, non usa mezzi termini: «È il risultato di scelte folli, autolesioniste». Engle, che da mesi mette in guardia contro le politiche protezioniste di Trump, sottolinea come l’aumento dei dazi e le tensioni commerciali abbiano aggravato un quadro già fragile.




