Como, Nico Paz è suo: l’affare da 60 milioni, il patto con il Real e i conti del Fair Play
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Redazione Sport
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Alla fine l’ha spuntata il Como. Nico Paz resta in riva al Lago, con un’operazione che per il club lariano rappresenta un investimento senza precedenti e che ha richiesto un lavorio serrato tra le parti per trovare la quadra economica e contrattuale. La società guidata dai fratelli Hartono ha fatto leva sulla clausola di prelazione per superare la concorrenza, in particolare quella dell’Inter, e ha convinto il Real Madrid a cedere definitivamente il cartellino del fantasista argentino.
L’accordo, che si attesta su una base di 60 milioni di euro, prevede però un meccanismo di controllo a distanza da parte del club spagnolo, il quale si è assicurato un diritto di riacquisto fissato intorno agli 80 milioni e una sorta di vigilanza sul percorso del ragazzo.
La previsione azzeccata di Fabregas
Cesc Fabregas, che di Nico Paz ha sempre parlato con l’entusiasmo di chi ne aveva intuito il valore, già lo scorso maggio aveva chiuso la porta a qualsiasi altra destinazione, Inter compresa. In quell’occasione lo spagnolo si era lasciato andare a una dichiarazione che aveva fatto discutere, invitando il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti a mostrare rispetto e ribadendo con fermezza il suo punto: il ragazzo non avrebbe giocato all’Inter, punto e basta. Ora che il mercato ha preso una piega precisa, quelle parole suonano più come una previsione azzeccata che come un’uscita a vuoto.
Fabregas, del resto, aveva già messo le mani avanti, descrivendo uno scenario binario – Real Madrid o Como – che alla fine si è rivelato esatto, con la soluzione lariana che ha preso il sopravvento grazie alla volontà della proprietà di compiere un passo mai tentato prima.
I numeri dell’affare e la strategia con il Real
L’intesa tra i due club si fonda su una struttura che protegge gli interessi di entrambi. Il Como sborserà circa 60 milioni per acquisire il controllo totale del cartellino di Paz, un esborso che da solo segna un record per le casse del club e che impone una riflessione sulla sostenibilità finanziaria dell’intera operazione.
Il Real Madrid, da parte sua, non rinuncia completamente al giocatore: la clausola di riacquisto a 80 milioni rappresenta un’opzione concreta per riaverlo in futuro, mentre il diritto di controllo sull’evoluzione del talento garantisce ai blancos un osservatorio privilegiato. Si tratta di una formula già vista in passato, che permette al Como di godersi il giocatore nel breve termine senza però precludersi, in caso di plusvalenza futura, la possibilità di cedere il ragazzo a cifre più elevate, sempre tenendo conto del vincolo con il Real.
Fair Play Finanziario: come reggere l’impatto
La domanda, a questo punto, è inevitabile: come fa il Como a sostenere un’operazione di questa portata senza incorrere nelle maglie del Fair Play Finanziario Uefa? La risposta va cercata nella pianificazione pluriennale del club e nella capacità di ammortizzare l’investimento. L’operazione non viene pagata tutta in un’unica soluzione, ma dilazionata nel tempo, con il costo del cartellino che sarà distribuito sui bilanci dei prossimi esercizi attraverso l’ammortamento.
Inoltre, il Como può contare su un aumento del fatturato legato ai diritti tv, alla crescita del brand e a possibili plusvalenze derivanti da altre cessioni. Il mercato, del resto, è fatto anche di partenze: per far quadrare i conti, la società sta valutando la cessione di alcuni elementi del roster che potrebbero generare le risorse necessarie per compensare l’esborso. La politica degli Hartono, fin dal loro arrivo, è stata improntata a un pragmatismo che non disdegna investimenti importanti purché sostenibili, e questa operazione sembra rientrare esattamente in quella logica.
Il contesto: Juventus e Milan, due modelli a confronto
Mentre il Como definisce l’affare del secolo per la sua storia, il mercato delle big italiane si muove su altri binari. Juventus e Milan, pur con risorse differenti, stanno lavorando per rinforzare le rispettive rose in vista della prossima stagione, ma le loro operazioni seguono logiche diverse: da un lato i bianconeri cercano profili funzionali al nuovo corso targato Thiago Motta, dall’altro i rossoneri vagliano opportunità per colmare alcune lacune emerse nella passata annata.
Il Como, con questa mossa, si inserisce in un discorso di ambizione che va al di là della semplice salvezza, provando a costruire un progetto che possa competere con le medio-alte della classifica. E il fatto che un club neopromosso possa permettersi un investimento da 60 milioni per un singolo calciatore dice molto sul cambiamento in atto nel calcio italiano, dove le risorse non sono più appannaggio esclusivo dei soliti noti.
Ora la palla passa al campo: a Fabregas il compito di valorizzare al massimo il gioiello argentino, mentre la dirigenza dovrà gestire il delicato equilibrio tra i nuovi ingressi e le inevitabili uscite. Che l’affare Paz sia un punto di svolta per il Como, del resto, è già scritto nei numeri e nelle clausole che legano il club al Real Madrid. Il futuro dirà se questa scommessa, costruita con calcoli e contropartite, saprà trasformarsi in un investimento vincente o se i paletti del Fair Play imporranno presto un aggiustamento di rotta.




