Affluenza in calo nei ballottaggi, ma la Sardegna corre verso il 61,64 per cento
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Redazione Interno
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Il dato, secco e inequivocabile, fotografa un elettorato che sembra aver esaurito la spinta propulsiva iniziale. Alle urne per i ballottaggi delle amministrative 2026, considerando l’intero territorio nazionale, si è recato poco più della metà degli aventi diritto: la soglia del 52,07 per cento – raggiunta dopo la chiusura delle operazioni di voto avvenuta lunedì 8 giugno alle 15 – rappresenta un arretramento significativo rispetto al primo turno, dove la partecipazione si era attestata sul 60,48 per cento.
Un calo di oltre otto punti percentuali, dunque, che racconta una consueta stanchezza da doppia tornata ma che assume contorni particolari alla luce del contesto politico locale.
Il record dell’isola e la sfida del quorum
In netta controtendenza rispetto a questa media nazionale, la Sardegna ha registrato un’impennata di partecipazione che merita un’analisi approfondita. Nei 148 comuni dell’isola chiamati al rinnovo dei consigli comunali e alla scelta dei primi cittadini, l’affluenza definitiva è volata al 61,64 per cento. Un incremento di oltre due punti percentuali – più nel dettaglio, una crescita del 2,04% – rispetto alle precedenti elezioni amministrative, quando l’affluenza si era fermata al 59,60 per cento.
A spingere questo dato verso l’alto sono state soprattutto le province interne: il Sulcis guida la classifica con il 70,25 per cento, seguito da Nuovo (69,87%) e Gallura (69,09%). In questo contesto, la vera partita tattica si è giocata nei centri minori, dove la normativa derivante dal decreto legislativo numero 196 del 27 dicembre 2025 ha introdotto una soglia di sbarramento stringente.
Lista unica, la vittoria contro l’astensione
La sfida più insidiosa, per 62 comuni sardi con meno di quindicimila abitanti, non era tra candidati opposti ma contro la soglia del quorum. In queste realtà, dove era stata presentata una sola lista, il meccanismo elettorale prevede che l’elezione del candidato sindaco – nonché dell’intero consiglio – sia valida solo se si raggiunge una partecipazione minima del 40 per cento degli aventi diritto al voto e se la lista ottiene almeno la metà dei voti validi. Bene, la mobilitazione ha retto quasi integralmente.
In 56 di questi comuni lo scoglio è stato superato già nella giornata di domenica, consentendo l’elezione immediata dei rispettivi sindaci. Solo in pochissimi casi, come a Ittiri dove la partecipazione si è fermata al 32,76 per cento, o a Perfugas con un 39,19 per cento, il traguardo non è stato raggiunto.
I nomi e la geografia delle elezioni anticipate
Lo spoglio – che è cominciato subito dopo la chiusura dei seggi – ha restituito un quadro variegato di conferme e avvicendamenti. Ad Allai, nell’oristanese, è stato eletto Placido Pischedda; ad Arzana si è imposto l’uscente Angelo Stochino, mentre ad Atzara la vittoria è andata ad Alessandro Corona. Nel Nuorese spicca la riconferma di Franco Saba a Ottana, sebbene agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria legata a un impianto di accumulo energetico.
Molte le sindache elette: Claudia Sedda guiderà Gavoi, Melissa Vacca è stata scelta a Tiana, e Patrizia Tomassetti governerà Bortigali. Emiliano Deiana, già presidente dell’Anci, torna a guidare Bortigiadas dopo una pausa di cinque anni. La presidente della Regione, Alessandra Todde, in un messaggio diffuso al termine della tornata, ha ringraziato i cittadini per l’affluenza, definendola un esercizio di "diritto fondamentale" che dà "forza alla partecipazione democratica", rivolgendo un pensiero anche a chi ha scelto di candidarsi per il proprio territorio.




