Parma e Cagliari, un pari che sa di salvezza: al Tardini decide la legge dell'ex
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Redazione Sport
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Non sarà stato il classico spareggio, eppure il punticino raccolto al Tardini nell'anticipo del venerdì sera, valido per la ventisettesima giornata di Serie A, ha il sapore di una piccola pietra miliare per due squadre che dell'aritmetica non possono ancora accontentarsi. Il pareggio per uno a uno tra Parma e Cagliari, maturato nella ripresa grazie alle reti di Michael Folorunsho e Gaetano Oristanio, consente agli emiliani di salire a quota trentatré, mantenendo a distanza i sardi che rispondono portandosi a trenta; un passo avanti, quello compiuto da entrambe, che allontana lo spettro della retrocessione e proietta le due formazioni verso un finale di campionato da affrontare con minore affanno, sebbene la matematica, si sa, non ami le mezze misure.
A scaldare la serata emiliana, dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato e punteggiato da qualche emozione, è stata la giocata di un singolo. Mister Fabio Pisacane, tecnico dei rossoblù, getta nella mischia Folorunsho al minuto sessantuno e il centrocampista, rientrante dopo un lungo periodo di stop, impiega meno di centoventi secondi per firmare il vantaggio: una conclusione potente e improvvisa dalla fascia destra, una traiettoria che beffa il portiere ducale Corvi e che riporta alla mente, per dinamica e imprevedibilità, certe prodezze dalla distanza. Un lampo che sembrava poter indirizzare la contesa in favore di un Cagliari che, fino a quel momento, aveva comunque costruito più di un'occasione per sbloccarla, trovando però sulla propria strada un Corvi attento e reattivo.
La reazione del Parma, allenato da Cuesta, non si è fatta attendere, ed è stata quella di chi una sconfitta interna, dopo tre vittorie consecutive, non l'avrebbe digerita. Gli undici minuti finali sono diventati un assedio, con i padroni di casa protesi in avanti alla ricerca del guizzo che potesse ristabilire la parità. Il gol è arrivato al minuto ottantatré, ed è stato un classico esempio di come il destino, a volte, si diverta a scrivere copioni già visti: Bernabè vince un rimpallo al limite dell'area, il pallone carambola sui piedi di Gaetano Oristanio che, con il sinistro, non lascia scampo all'ex compagno Caprile, autore peraltro di un intervento prodigioso nella prima frazione su Pellegrino. Un gol pesantissimo per il Parma, che evita la battuta d'arresto, e dal retrogusto amarissimo per un Cagliari che aveva assaporato l'idea di espugnare il Tardini.
Una classifica che sorride, ma con prudenza
Osservando la graduatoria, il punto conquistato permette al Parma di mantenersi saldamente nella parte sinistra della classifica, agganciando di fatto quote che all'inizio della stagione sarebbero state considerate ampiamente sufficienti per la salvezza; i trentatré punti, a undici giornate dal termine, rappresentano un tesoretto non indifferente, sebbene nessuno, nello spogliatoio ducale, si permetta di tirare un sospiro di sollievo definitivo. Dall'altra parte, il Cagliari sale a trenta e allunga a più sei sulla zona calda, occupata al momento da formazioni inchiodate a quota ventiquattro: un margine rassicurante, quello costruito dalla squadra di Pisacane, che le consente di guardare al futuro con maggiore serenità, pur essendo consapevole che ogni distrazione potrebbe rimettere in discussione quanto di buono fatto finora. La sostanziale parità del campo sancisce insomma una sostanziale parità negli obiettivi, con entrambe le compagini che, pur non potendo cantare vittoria, hanno messo un altro mattoncino sulla strada che porta alla permanenza nella massima serie.




