Mercedes: la telemetria assolve Antonelli, la penalità a Las Vegas non è colpa sua
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Redazione Sport
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La penalità di cinque secondi comminata ad Andrea Kimi Antonelli durante il Gran Premio di Las Vegas, che ha apparentemente macchiato una sua prestazione altrimenti impeccabile, non sarebbe imputabile a un errore del pilota. Questo, almeno, è quanto emerge con chiarezza dall’analisi tecnica condotta dal team Mercedes e resa pubblica a distanza di qualche giorno dal termine della gara, laddove i dati di bordo, scrutinati meticolosamente, non mostrerebbero alcuna anomalia riconducibile a una reazione sbagliata di Kimi allo spegnimento dei semafori. La falsa partenza, che i commissari hanno sanzionato senza possibilità di appello, avrebbe dunque origini più complesse e meno intuitive di un semplice riflesso anticipato, gettando una luce diversa sull’accaduto e sollevando il giovane bolognese da ogni responsabilità diretta.
Il debriefing della Mercedes
Secondo il debriefing tecnico del team di Brackley, il quale ha passato al setaccio ogni parametro della vettura in quel momento cruciale, il cosiddetto "jump start" non è stato innescato da un movimento volontario di Antonelli. I tecnici, esaminando la mole di informazioni raccolte dalla telemetria, non hanno rilevato alcun comportamento irregolare nei comandi azionati dal pilota, il cui operato è apparso ineccepibile in ogni fase della procedura di partenza. Ne consegue che l’anticipo, sebbene penalizzato secondo il regolamento, troverebbe la sua causa in una dinamica tecnica o in un’interpretazione dei sensori che esula completamente dal controllo umano, un dettaglio che, se confermato, ridimensiona notevolmente la gravità dell’episodio.
La rimonta e la solidità della prestazione
Al di là della controversia sulla partenza, la gara di Antonelli sul tracciato cittadino di Las Vegas è stata universalmente giudicata come una delle sue migliori in questa stagione 2025. Partito dal fondo dello schieramento a causa di una qualifica deludente, il pilota italiano ha dato vita a una rimonta meticolosa e potente, recuperando ben dodici posizioni. La sua condotta di gara, caratterizzata da una gestione sapiente delle gomme – specialmente nella fase finale con pneumatici hard ormai consumati e affetti da graining – ha dimostrato una maturità tattica inaspettata, consentendogli di lottare per posizioni di vertice nonostante l’handicap iniziale e la successiva penalità. Una maestria che gli ha permesso di agguantare il terzo gradino del podio, il suo terzo in carriera dopo quelli ottenuti in Canada e in Brasile.
Il contesto e le reazioni
Il podio, sebbene in parte favorito dalla squalifica post-gara delle due McLaren, rimane il frutto di una performance solida e di un’ottimizzazione della strategia, specialmente nello sfruttamento dell’ingresso in pista della Safety Car durante i giri iniziali. Toto Wolff, team principal della Mercedes, non ha nascosto il suo apprezzamento per il giovane talento, definendo la sua prova una "masterclass" e sottolineando come, nonostante sia stato "paracadutato in un top team", il prossimo anno per lui sarà completamente diverso. Un elogio che suona come un riconoscimento del potenziale ancora inespresso di Antonelli, il quale, tolta la sbavatura di una penalità discutibile, ha offerto una dimostrazione convincente del suo valore.
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