Antonelli a Madrid: fortuna o strategia? La telemetria svela come ha vinto

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio di Spagna sul nuovo circuito Madring, il primo disputato a Madrid dopo 45 anni. Il pilota della Mercedes, al secondo successo consecutivo dopo Monza, ha preceduto Max Verstappen e Lando Norris, consolidando il primato in classifica con 81 punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell.

La svolta al giro 15

La gara è cambiata quando Lance Stroll ha fermato la sua Aston Martin per un problema ai freni, innescando l'unica virtual safety car della giornata. Norris, che era in testa dopo aver conquistato la pole position, aveva già superato l'ingresso della corsia dei box nel momento in cui è stata dichiarata la neutralizzazione e non ha potuto approfittarne. Antonelli, che lo seguiva, ha invece avuto il tempo di rientrare e completare il suo unico cambio gomme in condizioni favorevoli, uscendo in pista davanti alla McLaren.

Il britannico è stato costretto a fermarsi un giro più tardi, quando la VSC era già terminata, perdendo ulteriore tempo anche per un problema al fissaggio della ruota anteriore destra. Al rientro in pista si è ritrovato quinto. «Sono stato l'unico di tutta la griglia a non avere la possibilità di fare la sosta», ha dichiarato Norris, definendosi «incredibilmente sfortunato».

La telemetria e la mossa di Antonelli

L'analisi dei dati di telemetria mostrata da Motorsport.com offre una lettura diversa da quella della semplice casualità. Nel momento in cui è stata esposta la bandiera gialla, il race engineer di Antonelli, Peter Bonnington, lo ha avvisato via radio della possibile virtual safety car. Il pilota italiano ha immediatamente alzato il piede dall'acceleratore, rallentando in modo più marcato rispetto agli altri piloti nella zona della curva 20, dove si trovava la vettura di Stroll.

Il confronto dei dati tra il giro 14 e il giro 13 mostra che Antonelli ha affrontato la curva 19 a 29 km/h in meno rispetto al passaggio precedente, raggiungendo la zona di frenata 24 km/h più lentamente. Nella stessa situazione, Verstappen, che seguiva a sei secondi di distanza, è transitato 15 km/h più veloce in curva 19 e ha raggiunto il punto di frenata 18 km/h più rapidamente. La scelta di Antonelli di rallentare oltre il necessario gli ha consentito di guadagnare quei decimi di secondo utili per non mancare l'ingresso della corsia box, esattamente come era accaduto a Norris.

La gestione della corsa

Dopo la sosta, Antonelli si è ritrovato dietro Charles Leclerc, che non aveva ancora effettuato il cambio gomme obbligatorio e si era portato in testa. Il ferrarista ha guidato la corsa per due terzi della gara, prima di doversi fermare a otto giri dalla fine. A quel punto Antonelli ha ripreso il comando, gestendo il vantaggio su Verstappen e Norris senza mai spingersi al limite.

Il pilota italiano ha tagliato il traguardo con 4.351 secondi di margine sul pilota della Red Bull e 5.089 su Norris. Leclerc ha chiuso quarto, davanti a Russell. Lewis Hamilton ha visto terminare la sua gara dopo appena sette giri per un problema ai freni.

Le parole dopo il traguardo

«È bello vincere, e penso che il passo alla fine fosse buono», ha dichiarato Antonelli. «Ma se devo essere realistico e onesto, oggi non meritavamo di vincere. Lando meritava di vincere oggi». Il diretto interessato, dal canto suo, ha parlato di «una che ci è sfuggita», spiegando di non aver potuto fare nulla per evitare la perdita di posizioni.

Non si è trattato, quindi, soltanto di una questione di fortuna. La tempestività con cui Mercedes ha previsto l'arrivo della neutralizzazione, la prontezza di Antonelli nel rallentare per guadagnare tempo e la capacità di gestire il vantaggio nel finale hanno trasformato quella che poteva essere una semplice occasione in una vittoria. Resta il fatto che Norris aveva il ritmo per imporsi e che il tempismo della virtual safety car ha cambiato il corso della gara.

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