L'istruzione in Italia: un ascensore sociale in stallo
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Redazione Interno
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L'istruzione in Italia, pur essendo aperta a tutti come stabilito dall'art.34 della Costituzione, sembra essere un privilegio che si tramanda di generazione in generazione. Secondo l'ultimo report Istat sui "Livelli di istruzione e ritorni occupazionali", solo il 12,8% dei giovani i cui genitori hanno un basso livello d'istruzione riesce a laurearsi.
Disparità nell'accesso all'istruzione
La scuola rimane aperta molto più a lungo per i figli dei laureati rispetto ai figli di genitori che si sono fermati alla licenza media o elementare. Questa disparità si riflette anche nel tasso di abbandono scolastico: tra i giovani con genitori con basso livello di istruzione, il 24% abbandona gli studi e poco più del 10% raggiunge il titolo di studio.
Il ruolo della laurea nel mondo del lavoro
La laurea sembra facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro. Tra i 25-64enni, il tasso di occupazione dei laureati nel 2023 è stato dell'84,3%, 11 punti percentuali in più rispetto ai diplomati (73,3%). Questo gap aumenta tra gli under 35 che hanno conseguito il titolo da uno a tre anni prima: 75,4% contro il 59,7%.
Le donne nel mondo del lavoro
Nonostante un titolo di studio elevato favorisca l'occupazione, le donne continuano ad essere penalizzate nel mondo del lavoro. L'Istat sottolinea come il gap salga a 15 punti tra gli under 35 che hanno conseguito il titolo da uno a tre anni prima.
Prospettive future
Anche nel 2024, la Lombardia, l'Emilia Romagna e il Veneto saranno le regioni che trascineranno il Pil reale nazionale che, secondo i principali istituti di statistica, dovrebbe attestarsi attorno al +0,7 per cento. Questo dato è in linea con quello della Francia (+0,7 per cento), superiore a quello della Germania (+0,1 per cento) e inferiore a quello della Spagna (+2,1 per cento).




