Giordano Bruno Guerri: "Festeggio l’addio di Vannacci, Meloni si libera di una zavorra"
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Redazione Interno
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La defezione del generale Roberto Vannacci dalla Lega, un evento che ha catalizzato l'attenzione del dibattito politico, viene interpretata da Giordano Bruno Guerri come un sollievo per il governo. Lo storico, con una battuta sulla Ribolla gialla, ha infatti dichiarato di aver festeggiato l'episodio, descrivendolo come l'opportunità, per l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, di liberarsi di quello che considera un elemento di disturbo. Una posizione, la sua, che non nasconde come Vannacci sia diventato, negli ultimi tempi, una figura costantemente al centro delle cronache, quasi "sponsorizzato", secondo la sua analisi, dai media di area progressista. Questo fenomeno mediatico, che segue la lunga esposizione di altre figure controverse, ha finito per attribuire al generale un ruolo di primo piano nel discorso pubblico, spesso polarizzante.
La scissione in atto: due leghisti passano a "Futuro Nazionale"
Le conseguenze immediate della fuoriuscita di Vannacci si sono materializzate con il passaggio di due deputati, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, dal gruppo parlamentare della Lega a quello Misto, in attesa di confluire nella formazione "Futuro Nazionale". I due, che insieme a un altro collega erano già da tempo osservati come vicini alle posizioni del generale, avevano peraltro manifestato il loro dissenso su temi di politica estera, come il pacchetto di aiuti all'Ucraina. Sasso, motivando la scelta, ha parlato di un gruppo che non sentiva più proprio e dell'intenzione di "inseguire un sogno", lasciando un partito di governo per una scommessa politica nuova e dalle tinte nazionaliste.
Le reazioni interne: Fedriga e una scommessa definita "persa"
All'interno dello stesso Carroccio, la partenza del generale e dei due parlamentari non è stata accolta con uniformità di sentimenti. Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia, ha chiarito la sua battuta sul vino, specificando di non bere alcolici, ma ha confermato il proprio disagio nell'avere dovuto condividere il partito con linee politiche da lui apertamente non condivise. Fedriga, con un giudizio netto, ha definito quella su Vannacci una "scommessa persa" e si è detto sorpreso all'idea che potesse, in futuro, diventare un alleato, considerato il modo in cui si è consumata la separazione.
Il contesto più ampio oltre la politica
Mentre la scena politica è scossa da questi movimenti, in altri ambiti culturali si registrano segnali diversi. Il trombettista Enrico Rava, vincitore a 86 anni di un prestigioso premio musicale, ha parlato di un "miracolo italiano" nella formazione di musicisti di livello mondiale, lodando il talento delle nuove generazioni. Una nota, questa, che risuona in netto contrasto con i toni spesso conflittuali del dibattito pubblico, mostrando un paese dalle molteplici realtà. Parallelamente, le cronache giudiziarie continuano il loro corso, con inchieste su casi di nera che procedono nelle aule dei tribunali, ricordando come la macchina della giustizia lavori, spesso lontano dai riflettori, per accertare responsabilità e ricostruire dinamiche complesse.




