Giordano Bruno Guerri: "Festeggio l'addio di Vannacci. Meloni si libera di una zavorra"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tempesta politica scatenata dalla defezione del generale Roberto Vannacci dalla Lega, per lanciare il suo movimento "Futuro Nazionale", continua a generare scosse di assestamento all'interno del centrodestra, le cui reazioni – com'è logico – oscillano tra il sollievo e l'apparente noncuranza. Giordano Bruno Guerri, storico e presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, ha commentato senza mezzi termini l'evento, dichiarando di aver festeggiato con un bicchiere di Ribolla gialla e affermando che il premier Giorgia Meloni si sia, in sostanza, liberata di un ingombrante fardello. Una presa di posizione netta, la sua, che riflette un certo umore in una parte dell'area di governo, la quale forse intravedeva nella figura del generale, divenuto nel giro di mesi un personaggio costantemente sotto i riflettori, un elemento di potenziale destabilizzazione.

Le prime conseguenze parlamentari

A dar concreto al progetto vannacciano, oltre alle parole, sono arrivate in questi giorni le prime, significative adesioni. I deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, infatti, hanno annunciato il proprio addio al gruppo leghista in Parlamento per confluire nel Gruppo Misto, in attesa di costituire il nucleo di Futuro Nazionale. Le loro motivazioni, espresse in note ufficiali, parlano di un partito che non sentono più come proprio e nel quale non ravvisano più la possibilità di essere utili, un dissenso maturato nel tempo e culminato, tra l'altro, nel mancato sostegno all'ultimo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina. Un passaggio, quest'ultimo, che aveva già messo in luce la loro vicinanza alle posizioni del generale, creando una frattura non più ricomponibile con la linea ufficiale del partito di Matteo Salvini.

Le reazioni a freddo dentro la coalizione

Se da un lato Guerri parla esplicitamente di "zavorra" da cui liberarsi, altri esponenti di primo piano del centrodestra provano a sminuire l'impatto della mossa. Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli-Venezia Giulia, pur correggendo il tiro sulla battuta del brindisi – precisando di non bere alcolici – ha confermato il suo disagio nell'avere a che fare con posizioni radicalmente distanti dalle sue. "Adesso mi sento più a mio agio", ha ammesso, pur definendo la scommessa su Vannacci come "persa" per la Lega e esprimendo scetticismo su una futura alleanza. Una valutazione che sembra voler archiviare rapidamente il capitolo, considerandolo un problema interno al Carroccio più che una questione sistemica per l'intera maggioranza.

Fratelli d'Italia e la strategia della calma

Dalla parte del partito di governo principale, Fratelli d'Italia, la linea sembra essere quella di una vigilanza tranquilla. Arianna Meloni, sorella del presidente del Consiglio e figura di spicco del partito, ha invitato alla serenità, sottolineando come sia ancora presto per trarre conclusioni e esprimendo fiducia nel lavoro politico svolto. Una dichiarazione che, nella sua apparente pacatezza, mira a trasmettere sicurezza e controllo della situazione, evitando di alimentare ulteriormente la visibilità di una formazione appena nata ma già capace di catalizzare l'attenzione dei media e di attrarre consensi, seppur per ora limitati, direttamente dal Parlamento.

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