L’estate comincia con acqua e grandine, l’esperto: «Fragilità idrogeologica non aiuta»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il mese di giugno – quello che per convenzione meteorologica segna l’inizio ufficiale della bella stagione – si è aperto con una parentesi decisamente perturbata, portando sull’Italia un brusco calo termico e fenomeni estremi che hanno spaziato dalla grandine alle cosiddette bombe d’acqua. Una situazione che ha spinto gli esperti a sottolineare come la fragilità idrogeologica del territorio italiano, ereditata da decenni di consumo di suolo e manutenzione idraulica carente, rappresenti un fattore critico nel momento in cui precipitazioni così intense si abbattono sul territorio.

Lo ha ricordato, intervenendo ai microfoni di "Morning News", il fisico Valerio Rossi Albertini, il quale non ha avuto dubbi nel definire questi effetti riconducibili al cambiamento climatico, sottolineando il passaggio repentino – quasi senza soluzione di continuità – da un maggio dal sapore estivo a un clima decisamente più fresco e instabile.

Dopo la fase più acuta della prima perturbazione, che ha eroso il bordo settentrionale dell’anticiclone portando maltempo al Nordest e su parte del Centro-Sud, un nuovo fronte è già pronto a entrare in azione a partire dalla giornata di giovedì, con effetti destinati principalmente alle regioni settentrionali e le prime piogge che interesseranno l’arco alpino.

Scuole chiuse e allerta della protezione civile

Mentre al Nord si contano i danni alle singole strutture e sul versante tirrenico scattano le prime ordinanze per blindare città e paesi, la Protezione civile ha dovuto gestire un quadro di allerta piuttosto complesso.

Nelle scorse ore, infatti, era stata diramata un’allerta arancione per la Liguria di Levante (poi revocata nella mattina di oggi alle sei), mentre rimane in piedi l’allerta gialla per altre zone della Liguria, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna e della Toscana, oltre che sugli interi territori di Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise. La stessa allerta, seppur con gradi di intensità differenti, interessa anche parte del Lazio, della Campania e della Puglia.

L’instabilità, insomma, non molla la presa, e dopo gli sbalzi termici che hanno scombussolato la settimana si registrano temporali intensi, grandinate e forti colpi di vento. A La Spezia, dove l’allerta era più alta, il sindaco ha firmato un’ordinanza di chiusura per le scuole di ogni ordine e grado, una decisione presa in via precauzionale che coinvolge anche l’università e i centri di formazione professionale della zona.

Disagi nelle grandi città e sul territorio

Le immagini dei danni arrivano soprattutto dal Nord, dove nelle ultime ore non sono mancati allagamenti, alberi abbattuti dal vento e forti rovesci che hanno messo in ginocchio la viabilità. Nel Milanese, a vigilare sulla situazione, ci sono i vigili del fuoco del Comando provinciale: molti gli interventi per piccoli allagamenti di ambienti e cantine, ma anche per tegole e cornicioni pericolanti.

In particolare, nella città di Abbiategrasso, il maltempo che si è abbattuto per tutta la giornata di ieri ha causato la caduta di alcuni controsoffitti pannellati in aule e uffici dell’istituto superiore Bachelet. Qui studiano e lavorano circa 1.300 persone tra studenti, corpo docente e personale Ata; le infiltrazioni della pioggia hanno interessato parte dell’impianto elettrico, rendendo inagibile una porzione importante dell’istituto e costringendo la dirigenza – dopo un sopralluogo – a sospendere le attività.

Più a est, in Friuli Venezia Giulia, oltre 150 telefonate sono giunte nel corso della notte alla Sala Operativa Regionale e al Nue 112 per segnalazioni di allagamenti diffusi in centri come Pordenone, Lignano Sabbiadoro e Cormons.

Le previsioni per i prossimi giorni

Guardando ai prossimi aggiornamenti, le regioni centro-meridionali sembrano destinate a essere coinvolte in maniera minore da questa seconda fase di maltempo, se non per qualche pioggia in arrivo venerdì sul medio versante adriatico. Tuttavia, l’instabilità residua potrebbe ancora riservare sorprese: ciò che gli esperti osservano con maggiore attenzione è la capacità del suolo di assorbire l’acqua in così poco tempo, una variabile che trasforma anche un temporale di moderata intensità in un evento potenzialmente pericoloso per tombini e sottopassi.

La perturbazione, che al momento sta attraversando la Penisola con il volto di una stagione di passaggio più che di un vero e proprio monsone estivo, dovrebbe esaurire la sua spinta entro il fine settimana, lasciando poi spazio a condizioni di maggiore stabilità. Ma l’attenzione rimane alta, soprattutto in quelle aree dove le precipitazioni intense si ripetono a distanza ravvicinata, aggravando una situazione idrogeologica già di per sé estremamente fragile.

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