Jalisse, la canzone rifiutata per Sanremo diventa il singolo "Taratata"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un ennesimo "no", il ventinovesimo in ordine cronologico, non ha affatto scoraggiato i Jalisse, i quali, dopo aver proposto senza successo un nuovo brano per il Festival di Sanremo 2026, ne hanno invece fissato l'uscita ufficiale per il 19 dicembre. La coppia, formata da Alessandra Drusian e Fabio Ricci, ha dunque trasformato la delusione in un atto di presenza musicale, pubblicando autonomamente "Taratata", il pezzo che aveva sottoposto all'attenzione del direttore artistico Carlo Conti. Una scelta, questa, che si colloca in una lunga tradizione di tentativi e che segue di pochi mesi la loro esibizione, seppure in veste di ospiti, sul palco dell'Ariston durante l'edizione del festival dello scorso inverno.

Una persistenza diventata quasi rituale

Quello tra il duo e la kermesse canora è ormai un rapporto singolare, costellato da tentativi reiterati che, negli ultimi anni, hanno assunto i toni di un siparietto sociale atteso dai follower. Quando in televisione vengono annunciati i nomi degli ammessi, Alessandra e Fabio, uniti nella vita e nel lavoro, rispondono tipicamente con un video che celebra, in modo ironico e disincantato, la mancata partecipazione. Un meccanismo che, lungi dall'essere una resa, sembra piuttosto confermare una tenace fedeltà al proprio percorso artistico, il quale, come dimostra la decisione di pubblicare "Taratata", procede su un binario autonomo e parallelo rispetto alle logiche della selezione.

Da "Fiumi di parole" a un nuovo singolo

La storia dei Jalisse con Sanremo è peraltro segnata da un successo importante, quello del lontano 1997, quando vinsero nella categoria dei big proprio con "Fiumi di parole", ottenendo anche il diritto di rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest di Dublino, dove si classificarono al quarto posto. Da quel trionfo, però, si è dipanata una sequenza di esclusioni che non ha intaccato la volontà del duo di continuare a comporre e proporre materiale nuovo, mantenendo viva una produzione musicale che trova ora espressione nel suddetto singolo, interamente scritto, arrangiato e interpretato dai due artisti.

La musica oltre la selezione

"Tanto noi non ci arrendiamo!", hanno dichiarato con una frase che racchiude l'intero ethos del loro operare, spiegando di voler "continuare a portare avanti la nostra musica, i nostri progetti e anche i nostri sogni". Una dichiarazione di intenti che trascende la mera questione della partecipazione al festival, puntando invece a sottolineare la centralità del fare musica in sé, indipendentemente dai palcoscenici che di volta in volta la accolgono o la respingono. La pubblicazione di "Taratata", dunque, si configura non come un ripiego ma come un atto compiuto, un tassello di una carriera che, nonostante i rifiuti, prosegue il suo corso.

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