Il ritorno di Bonolis con Taratata e quel sogno Sanremo finito su una clausola
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’era una volta, e forse c’è ancora, quel desiderio di vedere Paolo Bonolis tornare sul palco dell’Ariston. Un pensiero che, negli ultimi giorni, il successo del suo Taratata su Canale 5 ha contribuito ad alimentare, trasformandolo in un argomento di discussione piuttosto insistente negli ambienti televisivi e tra gli appassionati del settore. Il conduttore romano, che lunedì 16 febbraio ha guidato la seconda e ultima puntata del suo show musicale dalla ChorusLife Arena di Bergamo -1, ha messo in scena ciò che gli riesce meglio: quel mix di ironia, capacità di ascolto e profonda conoscenza del mondo della musica che avevano caratterizzato le sue due edizioni del Festival di Sanremo, quella del 2005 e quella del 2009 -9. E proprio mentre sul palco si alternavano voci del calibro di Annalisa, Fiorella Mannoia, Negramaro, Alessandra Amoroso, Luca Carboni e Gigi D’Alessio -5-8, tornavano a galla con forza i dettagli di una trattativa, quella per la conduzione della kermesse del 2026, che sembrava ormai in dirittura d’arrivo per poi arenarsi improvvisamente.
Il nodo irrisolto della location, tra visione moderna e veti incrociati
Il motivo della fumata nera, a sentire chi segue le dinamiche interne a Viale Mazzini, non sarebbe legato a questioni economiche o di gelosie professionali, quanto piuttosto a una condizione che Bonolis, ormai da anni, pone come irrinunciabile e che, puntualmente, si scontra con una sorta di muro di gomma eretto da più parti. Si tratta della richiesta di spostare il Festival dal Teatro Ariston, una struttura che il conduttore giudica ormai inadatta e claustrofobica per un evento che ambisce a respirare un’aria internazionale, per trasferirlo in uno spazio più ampio e funzionale come il Palafiori -9. Una visione più moderna della manifestazione, quella del conduttore, che avrebbe trovato il favore di alcuni, ma che si sarebbe infranta contro la resistenza opposta dalla Rai e, in particolare, dal Comune di Sanremo, poco incline a privarsi del palco storico che da decenni ospita la kermesse. Un braccio di ferro, questo, che avrebbe fatto naufragare ogni possibilità di accordo, spianando la strada al ritorno di Carlo Conti e lasciando Bonolis ai suoi progetti Mediaset.
L’esordio trionfale di Taratata e il confronto con la fiction di Rai Uno
E proprio di progetti Mediaset si parla, e con numeri confortanti. La prima puntata di Taratata, andata in onda il 9 febbraio, ha infatti registrato un successo che va oltre le semplici cifre. Se è vero che in termini di spettatori assoluti la fiction di Rai 1 Cuori 3 ha mantenuto il primato con 2.940.000 spettatori, è altrettanto vero che lo show di Bonolis ha conquistato uno share del 18,1%, superando il 17,4% del competitor diretto grazie anche a una durata più lunga, terminata circa un’ora e dieci minuti dopo la fiction -3-7. Un dato, quest’ultimo, che la dice lunga sulla capacità del programma di fidelizzare il pubblico fino a tarda serata. Ma il vero termometro del gradimento, in questo caso, è stato probabilmente un altro: l’entusiasmo sui social network, dove un pubblico giovane e meno giovane ha riscoperto un Bonolis perfettamente a suo agio nel ruolo di storyteller musicale, capace di creare un’atmosfera intima e al tempo stesso spettacolare, lontana anni luce dai classici show canzonettistici -9.
La macchina dello show e i retroscena di un ritorno mancato in Rai
La macchina di Taratata, prodotto da RTI in collaborazione con Friends TV e Double Trouble Club, è del resto complessa e ben oliata, con un cast di autori – tra cui Sergio Rubino, Federico Taddia e Paolo Biamonte – che lavora per creare duetti inediti e momenti di teatro canzone -6. Ed è forse anche la qualità di questo prodotto, visibile in streaming su Mediaset Infinity, a far rimpiangere agli appassionati ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, l’idea di affidare a Bonolis la conduzione di Sanremo 2026 aveva preso forma concretamente già alla fine dell’era Amadeus. L’ipotesi, a un certo punto, era persino quella di affiancargli una superstar internazionale come Damiano David, creando un duo di grande richiamo -9. Poi, come detto, il dietrofront. La sensazione, assistendo alla seconda puntata di Taratata e alla capacità di Bonolis di tessere le trame di uno spettacolo che sembra cucito addosso agli artisti e alle loro storie, è che il mondo della musica italiana abbia perso un’occasione. Ma, si sa, nel labirinto delle trattative televisive, a volte sono i dettagli più ostici, come la scelta di un palco piuttosto che un altro, a fare la differenza.
Description: Il successo di “Taratata” riaccende i riflettori sul mancato ritorno di Paolo Bonolis a Sanremo 2026. Tutti i dettagli sulla trattativa saltata per una condizione legata alla location.




