Carta d’identità elettronica, i comuni corrono contro il 3 agosto: sportelli e aperture straordinarie per evitare il caos
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Redazione Interno
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Mancano poco più di tre mesi alla scadenza del 3 agosto 2026, data in cui ogni residua carta d’identità cartacea – anche quelle rilasciate all’ultimo minuto per comprovate urgenze – perderà definitivamente ogni validità, inclusa quella ai fini dell’espatrio. Un passaggio obbligato, che affonda le sue radici nel Regolamento Europeo 1157/2019, il quale impone standard di sicurezza uniformi e più elevati per i documenti di riconoscimento. Di fronte a questa scadenza ormai prossima, i comuni italiani stanno mettendo a punto piani operativi per smaltire le richieste arretrate e, soprattutto, per evitare quelle code estive che, come noto, trasformano gli uffici anagrafici in presidi di pazienza più che di efficienza. Non si tratta, va detto, di un’allerta limitata a qualche realtà isolata: il problema coinvolge l’intero paese, come dimostrano le iniziative già avviate in diverse province.
Agrigento, riunione in prefettura per coordinare i 43 comuni
Il 23 aprile 2026, presso la Prefettura di Agrigento, si è tenuta una riunione decisiva, convocata dal Prefetto e alla quale hanno preso parte i sindaci, i segretari comunali e i responsabili degli uffici d’anagrafe di tutti i 43 comuni della provincia. L’oggetto del confronto – è facile intuirlo – era il definitivo passaggio dal vecchio documento cartaceo alla Carta d’Identità Elettronica (CIE), con una scadenza ormai impressa nel calendario amministrativo come un appuntamento inderogabile. L’incontro ha rappresentato un tentativo di coordinamento su larga scala, finalizzato a distribuire i carichi di lavoro e a individuare soluzioni comuni per fronteggiare l’inevitabile incremento delle richieste. Nessun margine di deroga, insomma, né tantomeno una possibilità di proroga: dal 3 agosto, chi non avrà la CIE si troverà di fatto sprovvisto di un documento di riconoscimento valido per l’espatrio o per l’identificazione standardizzata.
Cosenza, tre mesi di corsa contro l’orologio
Più a nord, ma con la stessa urgenza, l’amministrazione comunale di Cosenza ha varato un vero e proprio piano straordinario che coprirà i mesi di maggio, giugno e luglio 2026. L’obiettivo è duplice: ridurre drasticamente i tempi di attesa – spesso lievitati a causa della mole di richieste accumulate – e favorire una partecipazione più ampia possibile da parte dei cittadini, molti dei quali ancora ignari della scadenza imminente. A Cosenza, come altrove, il provvedimento si inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, un processo avviato da tempo ma che solo ora – con una scadenza normativa alle spalle – mostra tutta la sua concretezza operativa. L’amministrazione ha deciso di puntare sull’estensione degli orari degli uffici demografici e sull’apertura di sportelli aggiuntivi, nella consapevolezza che senza un potenziamento tangibile il rischio di collasso organizzativo sarebbe altissimo.
Genova e il monito agli ultimi ritardatari
Da Genova, intanto, arriva un avviso chiaro e privo di ambiguità: i servizi demografici del capoluogo ligure ricordano che dal 3 agosto le carte cartacee cesseranno di essere valide “indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento”. Un passaggio, questo, che merita attenzione: non importa se il cartaceo in tasca scadrebbe nominalmente tra cinque anni; il regolamento europeo lo annulla di fatto in un’unica data stabilita. Persino quelle tessere rilasciate all’ultimo momento, soltanto per urgenze documentate e certificate, avranno una vita brevissima: la loro scadenza sarà comunque fissata al 3 agosto 2026. A Genova, come in molte altre città, l’invito ai cittadini è stato ripetuto quasi come un mantra: verificare subito la validità del proprio documento e, in caso di possesso della vecchia versione cartacea, prenotare senza indugio un appuntamento per il rilascio della CIE.
Ostuni e l’effetto domino della normativa europea
Lo stesso copione si replica anche in centri più piccoli, come Ostuni, dove la macchina amministrativa si sta già attrezzando per fronteggiare quella che si preannuncia come una delle operazioni di massa più complesse dell’anno. Anche qui, il messaggio veicolato ai residenti è lineare: dal 3 agosto 2026 niente più carta d’identità cartacea, punto e basta. Ogni residuo margine di tolleranza verrà meno, e per viaggiare – o anche semplicemente per espatriare – sarà obbligatorio dotarsi della CIE, un documento che le autorità descrivono come “moderno, sicuro e conforme agli standard europei”. Quel che traspare, da nord a sud, è la consapevolezza che il tempo stringe davvero. E che, senza un’impennata delle prenotazioni nei prossimi giorni, il rischio di trovare sportelli intasati sotto il sole d’agosto è tutt’altro che remoto.




