Carta d'identità cartacea, il governo frena: niente addio il 3 agosto, vale fino a scadenza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'estate degli italiani, perlomeno per quanto concerne gli adempimenti burocratici, non si trasformerà nell'incubo paventato nelle scorse settimane. Il termine del 3 agosto, data che avrebbe segnato la dismissione forzosa di tutti i documenti cartacei ancora in corso di validità, è stato di fatto accantonato.

Il governo, attraverso un provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 16 giugno a Palazzo Chigi, ha concesso una proroga che modifica radicalmente la portata della precedente circolare del Ministero dell'Interno, restituendo ossigeno a milioni di cittadini che, fino a ieri, si erano visti costretti a prendere d'assalto gli sportelli anagrafici dei comuni.

La decisione, come si legge nel comunicato ufficiale diffuso al termine della riunione di Palazzo Chigi, stabilisce che le carte di identità cartacee non ancora scadute manterranno la loro piena efficacia fino alla data di scadenza naturale riportata sul documento stesso, spingendosi oltre la fatidica scadenza del 3 agosto 2026. Questo significa che chi possiede una carta cartacea che scade, per esempio, nel 2027 o nel 2028, potrà continuare a utilizzarla senza alcuna necessità di procedere alla sostituzione immediata, almeno per il momento.

La norma, tuttavia, introduce una precisazione non secondaria: questa validità estesa è riconosciuta «per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi».

La scadenza del 2026 e la regola della "naturale scadenza"

La novità sostituisce di fatto l'obbligo categorico di adeguamento entro il 3 agosto che, come previsto dal Regolamento Europeo 2019/1157, avrebbe dovuto rendere obsoleti i documenti cartacei a prescindere dalla loro scadenza effettiva per allinearli agli standard di sicurezza della Carta d'Identità Elettronica (Cie).

La scelta operata dal governo ha un duplice effetto: da un lato, evita il caos amministrativo che si stava profilando negli uffici comunali, già in forte affanno per la mole di richieste di appuntamento; dall'altro, offre una boccata d'aria ai cittadini che, in assenza di scadenze imminenti dei propri documenti cartacei, potranno organizzare con maggiore calma il passaggio alla Cie.

Il comunicato di Palazzo Chigi precisa, infatti, che «nelle more del rilascio della carta d'identità elettronica, i comuni potranno inoltre fornire un documento provvisorio», a testimonianza della volontà di agevolare la transizione senza inutili pressioni.

Resta da chiarire, nelle more della pubblicazione del testo ufficiale del provvedimento, l'ambito preciso di quella locuzione «determinate finalità» che, se da un lato garantisce l'utilizzo del documento con la Pubblica Amministrazione, potrebbe invece generare qualche incertezza per quanto riguarda i rapporti con i privati o per l'espatrio al di fuori dei confini europei.

Alcuni operatori, come quelli telefonici, avevano già iniziato a inviare comunicazioni ai propri clienti relative alla necessità di aggiornare il documento di riconoscimento oltre quella data, e ora si trovano costretti a rivedere le proprie indicazioni in attesa di ricevere delucidazioni più precise sull'applicabilità di questa deroga anche nei loro processi di identificazione.

Le implicazioni pratiche e le modalità di richiesta della Cie

La proroga non elimina, tuttavia, la raccomandazione a procedere con la richiesta della Carta d'Identità Elettronica, che resta il documento standard verso cui tendere. Per chi volesse comunque attivarsi per ottenerla, la procedura rimane invariata: è necessario prendere un appuntamento presso il comune di residenza, portando con sé una fototessera in formato cartaceo o digitale a seconda delle modalità di prenotazione, mentre il costo del rilascio è di 16,79 euro, oltre ai diritti di segreteria eventualmente applicati dal singolo comune.

La durata di questo nuovo documento varia in base all'età del titolare: per i minori sotto i tre anni ha validità triennale, per i ragazzi fino ai diciotto anni è quinquennale, mentre per i maggiorenni raggiunge i dieci anni, scadendo nove anni dopo la richiesta più i giorni intercorsi fino al compleanno successivo.

La scelta operata dal governo, quindi, pur rimandando l'addio definitivo alla carta cartacea, non sospende la vigenza del regolamento europeo che ne impone la graduale sostituzione. L'effetto più tangibile, almeno nell'immediato, è quello di aver scongiurato la corsa agli sportelli per il prossimo mese e mezzo, trasformando un obbligo perentorio in un'opzione da gestire con più serenità, sempre che la validità del documento cartaceo lo consenta, e in attesa di conoscere i dettagli normativi che definiranno con esattezza i confini di questa estensione d'uso.

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