Influenza, muore cinquantenne a Catania. Il virus H3N2 sotto la lente degli infettivologi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’influenza stagionale, che sta circolando con particolare intensità, ha registrato il suo primo caso fatale in Sicilia, regione che, dopo la Campania, conta il maggior numero di contagi. La vittima è un uomo di cinquant anni, residente nel catanese, deceduto venerdì scorso presso l’unità di Anestesia e Rianimazione del presidio Rodolico del Policlinico universitario. Il paziente, giunto in condizioni già gravissime al pronto soccorso dell’ospedale San Marco il 5 gennaio, presentava un quadro clinico drammatico, caratterizzato da un arresto cardiaco e da una severa insufficienza respiratoria acuta, tanto da rendere necessario il ricorso alla metodica Ecmo, l’ossigenazione extraCorporea a membrana.

L'analisi dei campioni virali

Le analisi di laboratorio effettuate sui prelievi del paziente hanno successivamente identificato l’agente eziologico della crisi in un virus respiratorio di tipo A, appartenente al sottotipo H3N2, l’ultima variante isolata del ceppo influenzale in circolazione. Proprio sull’identità precisa di questo sottotipo si concentrano ora le attenzioni degli specialisti, poiché tra le possibili evoluzioni del virus H3N2 è stata segnalata, a livello scientifico, la cosiddetta variante K, ritenuta particolarmente aggressiva nella sua azione sull’apparato respiratorio. L’azienda ospedaliera catanese, per quanto concerne il caso specifico, ha però precisato con una nota ufficiale che, allo stato attuale delle verifiche, non è possibile affermare con certezza che si tratti di tale variante.

Il monitoraggio delle autorità sanitarie

La gravità dell’episodio, che rappresenta un evento sentinella nella diffusione dell’infezione nella regione, ha naturalmente allertato l’assessorato regionale alla Salute, il quale ha avviato un attento monitoraggio della situazione epidemiologica. Gli esperti, del resto, osservano da settimane un’impennata dei casi, molti dei quali si manifestano con sintomi respiratori importanti, sebbene raramente con esiti letali. La dinamica dell’infezione nel cinquantenne catanese, la cui rapida evoluzione verso l’insufficienza d’organo ha sorpreso i medici, sottolinea l’imprevedibilità del virus e la necessità di non sottovalutare mai i suoi potenziali effetti, soprattutto su individui con patologie pregresse o fragilità non sempre palesi.

Un contesto epidemiologico in movimento

La cronaca di Catania si inserisce in un quadro nazionale, e non solo, di vivace circolazione virale, che vede come principale protagonista, in questa fase, proprio il tipo A/H3N2. Mentre gli Stati Uniti, sotto l’amministrazione del presidente Trump, affrontano a loro volta una stagione influenzale complessa, i sistemi di sorveglianza italiani lavorano per tracciare la mappa dei contagi e delle varianti. L’attenzione è massima, poiché ogni decesso correlato all’influenza rappresenta un dato cruciale per valutare l’andamento dell’epidemia e l’efficacia degli strumenti di prevenzione, a partire dalla campagna vaccinale, i cui contenuti sono definiti in base ai ceppi che si prevede circoleranno maggiormente.

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