Influenza, tra virus australiano e variante K: i consigli degli infettivologi per affrontare il picco
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Redazione Salute
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Oltre un marchigiano su dieci, secondo i dati del monitoraggio nazionale, ha già fatto i conti con un’infezione respiratoria acuta dall’inizio della stagione autunnale, un dato che, pur sembrando elevato, rientra nella norma per il periodo. A differenziare questa ondata, che sta mantenendo una pressione costante sui reparti come quelli di Torrette, è la co-circolazione di diverse forme virali: non soltanto il classico H1N1, ma anche il ceppo comunemente definito “australiano”, l’H3N2, a cui si sommano Rhinovirus, Adenovirus e il virus respiratorio sinciziale. La fila in farmacia, dove antipiretici e sciroppi sono tra i prodotti più richiesti, testimonia una diffusione capillare dei malanni, con i farmacisti spesso chiamati a un primo esame dei sintomi prima di dispensare i medicinali.
La pressione sui reparti e l’allarme per i più piccoli
Andrea Giacometti, primario della Clinica di Malattie Infettive di Torrette, osserva come l’attuale situazione epidemiologica sia sostanzialmente in linea con le aspettative, sottolineando tuttavia una criticità specifica riguardo ai bambini. “Nei bimbi”, spiega Giacometti, “la febbre può salire molto rapidamente, raggiungendo temperature elevate: in questi casi, è fondamentale non ricorrere all’aspirina”. Il picco influenzale, del resto, è un passaggio atteso e fisiologico della stagione, sebbene imponga una notevole organizzazione alle strutture sanitarie, alcune delle quali si trovano già sotto pressione.
I sintomi che richiedono un intervento urgente
Accanto ai consigli per la gestione domestica della febbre, gli infettivologi richiamano l’attenzione su segnali ben più preoccupanti, che non lasciano spazio all’attesa. Matteo Bassetti ha infatti indicato con chiarezza una circostanza nella quale è necessario recarsi senza indugio al pronto soccorso: l’insorgenza di difficoltà respiratorie, spesso associate a tosse particolarmente insistente e dolori toracici. Questo monito si inserisce nel contesto della circolazione della cosiddetta variante K dell’influenza, considerata più aggressiva e capace di provocare sintomi severi in una fascia ampia di popolazione.
Il quadro complessivo della stagione virale
La stima di oltre 176mila casi solo nelle Marche, racchiusi nella definizione di “infezioni respiratorie acute”, delinea un quadro in cui l’influenza classica rappresenta soltanto una parte del mosaico. La presenza simultanea di diversi agenti patogeni, incluso il Sars-Cov-2, contribuisce a creare un carico sanitario diffuso, con molti italiani costretti a modificare le proprie abitudini durante le festività. Se da un lato i numeri mostrano una lieve flessione, la previsione degli esperti è per una nuova risalita dei contagi nei prossimi mesi, fatto che rende cruciale il ruolo dell’informazione corretta sulla gestione dei sintomi e sui comportamenti da adottare.




