Influenza, picco con il rientro a scuola. Bassetti: «Gennaio pesante per virus e batteri»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La variante K del virus influenzale, più contagiosa e pericolosa delle precedenti, ha trovato nel rigido clima invernale e nel ritorno tra i banchi di scuola un potente alleato, registrando un picco di casi che gli esperti giudicano in anticipo rispetto alla scorsa stagione. L'infettivologo Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, ha posto l’accento sulla correlazione diretta tra la pressione ospedaliera e le scarse coperture vaccinali osservate in alcune regioni, un nesso che spiega le attuali difficoltà di molti nosocomi. La circolazione virale, del resto, non si limita ai soli ceppi dell’influenza A e B, ma vede una concomitanza aggressiva di patogeni respiratori, dal virus respiratorio sinciziale ai rinovirus, fino agli adenovirus e al metapneumovirus umano, i quali contribuiscono a un quadro sanitario complesso e affollano gli studi medici.

Una dinamica impegnativa e i sintomi da riconoscere

Bassetti, intervenendo in una trasmissione televisiva, ha definito «davvero impegnativa» l’attuale ondata, descrivendone una dinamica clinica che spesso inganna i pazienti. «Ci sono solitamente due fasi», ha spiegato, ovvero un primo innalzamento febbrile attorno ai 38-39 gradi, seguito da un apparente miglioramento che precede però un nuovo rialzo termico, talvolta associato a complicanze. Proprio per questo, l’esperto ha rivolto un monito, in particolare alla popolazione più anziana o fragile, raccomandando di monitorare con costanza il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue, dato l’aumento dei casi di polmonite segnalati in queste settimane.

Il peso sulle strutture sanitarie

Il carico derivante da questa moltiplicazione di agenti infettivi si riversa inevitabilmente sui pronto soccorso e sui reparti, già sotto stress per la carenza di personale e le residue criticità organizzative. Bassetti ha sottolineato, senza mezzi termini, come le aree del paese dove la campagna vaccinale ha incontrato minore adesione siano quelle in cui gli ospedali stanno registrando le maggiori difficoltà, costretti a gestire un afflusso elevato di pazienti con sintomi respiratori acuti. La situazione, del resto, non riguarda solo l’influenza in senso stretto, ma l’intero spettro delle sindromi parainfluenzali che prolungano i tempi di malattia e possono richiedere interventi più incisivi.

La stagione dei malanni e la protezione vaccinale

Il freddo persistente, che induce a trascorrere più tempo in ambienti chiusi e affollati, unito alla ripresa delle attività scolastiche, ha creato le condizioni ideali per la trasmissione dei virus, i quali dimostrano una vitalità e una diffusione superiori agli anni precedenti. In questo contesto, le osservazioni dell’infettivologo genovese risuonano come un chiaro richiamo all’importanza degli strumenti di prevenzione disponibili, primo fra tutti il vaccino antinfluenzale, la cui utilità si misura proprio nella riduzione delle forme gravi e dei ricoveri. La stagione, definita da Bassetti «pesante» per virus e batteri, conferma dunque la natura ciclica ma mutevole delle epidemie invernali, la cui gestione efficace passa necessariamente attraverso scelte di salute pubblica e comportamenti individuali responsabili.

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