Influenza, Bassetti: «Rischiamo 20 milioni di casi, il picco atteso a gennaio»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   L'Italia si prepara a un'inverno che, stando alle previsioni degli infettivologi, potrebbe essere segnato da un'ondata influenzale di notevole impatto, la quale, secondo quanto dichiarato dal virologo Matteo Bassetti, potrebbe condurre a un numero di contagi compreso tra i 18 e i 20 milioni. Una proiezione che, se confermata, finirebbe per coinvolgere approssimativamente un cittadino su tre, costringendo una fetta significativa della popolazione a letto con i sintomi tipici dell'infezione. L'allarme, peraltro, viene ritenuto particolarmente credibile alla luce di quanto sta accadendo in Estremo Oriente, dove il Giappone sta già facendo i conti con un'impennata di casi, tanto da aver dichiarato lo stato epidemico e aver disposto la chiusura di diversi istituti scolastici per contenere la diffusione del virus.

Il monito del virologo e lo scenario nipponico

Bassetti, il quale ha sottolineato la potenziale circolazione concomitante dei ceppi H3N2 e H1N1, ha indicato nel prossimo mese di gennaio il periodo più critico, quello in cui si prevede si verificherà il picco dei contagi. Sebbene le autorità sanitarie giapponesi ritengano improbabile che la situazione locale evolva in una pandemia su scala globale, l'anticipo e l'intensità dell'epidemia nel Paese del Sol Levante – con oltre seimila infezioni registrate in un periodo dell'anno solitamente non interessato da simili numeri – sono considerati un campanello d'allarme per le nazioni, come la nostra, che si apprestano ad affrontare la stagione invernale. Questo fenomeno, che alcuni esperti interpretano come un possibile detonatore per la stagione dei virus in Europa, impone una riflessione sulla preparazione del sistema sanitario.

Come riconoscere i sintomi e l'importanza della prevenzione

Distinguere l'influenza stagionale da altre sindromi parainfluenzali risulta fondamentale per una corretta gestione della malattia; tra i segnali più comuni, che si manifestano in modo acuto e improvviso, si annoverano la febbre alta, spesso superiore ai 38 gradi, accompagnata da dolori muscolari e articolari, da un senso di spossatezza generale, da cefalea e da sintomi respiratori come tosse, mal di gola e congestione nasale. Alcuni di essi, in particolare la debilitazione fisica, possono persistere anche per diverse settimane dopo la scomparsa della febbre, prolungando il periodo di convalescenza. La vaccinazione antinfluenzale, la cui campagna è già partita, si configura come lo strumento di prevenzione più efficace, raccomandato soprattutto per le fasce di popolazione più vulnerabili, che sono esposte a un rischio maggiore di complicanze.

La dinamica dei contagi e le misure di protezione individuale

La trasmissione del virus avviene principalmente attraverso le goccioline di saliva emesse con starnuti, tosse o semplicemente parlando, ma anche per contatto indiretto, toccando superfici contaminate e poi portandosi le mani alla bocca, al naso o agli occhi. Per limitare la diffusione del contagio, oltre alla già citata immunizzazione, è buona norma adottare misure igieniche di base, come lavarsi frequentemente e accuratamente le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche, coprirsi bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, preferibilmente con un fazzoletto monouso, e aerare regolarmente gli ambienti chiusi. Queste semplici azioni, che molti hanno imparato a conoscere meglio negli ultimi anni, contribuiscono a proteggere sé stessi e gli altri, riducendo la pressione sui servizi sanitari territoriali e ospedalieri.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.