Influenza K, la variante agguerrita che preoccupa gli infettivologi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre un freddo pungente inizia a farsi sentire, molti italiani, sigillati al caldo sotto le coperte con un termometro che impazzisce, affrontano i classici malanni di stagione. Quest'anno, però, il periodo del virus influenzale è arrivato con un lieve anticipo rispetto allo scorso, presentandosi con una forma che gli esperti definiscono più aggressiva e agguerrita. A farne le spese, in particolar modo, sono gli individui più fragili, come gli anziani over ottant'anni, i bambini piccoli e i soggetti immunodepressi, ma i casi gravi, che spesso evolvono in polmoniti, non risparmiano del tutto neppure le altre fasce d'età.

L'allarme degli specialisti e la diffusione globale

«C'è un aumento anche in Italia dei casi gravi», avverte senza mezzi termini il virologo Matteo Bassetti, il quale sottolinea come l'evoluzione più pericolosa dell'infezione sia proprio quella che interessa i polmoni. Il direttore del reparto di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova pone l'accento su due sintomi specifici – la persistenza di febbre alta e l'insorgenza di difficoltà respiratorie – che dovrebbero spingere a consultare immediatamente un medico. La circolazione di questo virus, del resto, non è un fenomeno isolato: si sta diffondendo in tutto il mondo, tanto che il governo della Bolivia ha dichiarato lo stato di allerta epidemiologica per l'influenza H3N2, un ceppo particolarmente vigoroso.

I rischi per i giovani e l'importanza del vaccino

A dimostrazione di quanto la malattia possa colpire in modo severo anche persone giovani e presumibilmente in buona salute, è il caso di un ragazzo di vent'anni ricoverato a Genova con una pericardite complicata da miocardite, conseguenza diretta dell'infezione da H3N2. Un episodio che mette in evidenza come il virus possa attaccare vari organi, lasciando strascichi importanti e imprevedibili. Proprio per prevenire simili complicanze, l'infettivologo Bassetti insiste sull'importanza della vaccinazione, uno strumento che non dovrebbe essere considerato appannaggio esclusivo delle categorie a rischio tradizionali.

La risposta della campagna vaccinale in Italia

In questo contesto, la campagna vaccinale procede con risultati incoraggianti in alcune regioni. In Abruzzo, ad esempio, gli over 65 hanno risposto bene all'appello, con una percentuale di adesione che sfiora il 50%, una cifra significativa se si considera la fragilità di questa fascia della popolazione. La vaccinazione, che è gratuita e partita a metà ottobre, rappresenta una delle voci più importanti nella strategia di contenimento della Asl, sebbene la diffusione del virus registri picchi in diverse aree del paese, dove gli accessi al pronto soccorso per sindromi simil-influenzali aumentano in modo sensibile.

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