L'influenza del 2026 e la sfida del vaccino: morta una bambina di 12 anni a Padova
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Redazione Salute
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Mentre l'ondata influenzale, dominata dalla cosiddetta variante K, continua a tenere a letto milioni di italiani, un tragico episodio riporta alla mente la pericolosità di un virus troppo spesso sottovalutato. Una bambina di dodici anni, ricoverata a Padova per una forma particolarmente aggressiva di influenza, ha perso la vita a causa di una polmonite fulminante pochi giorni prima del Capodanno. Un evento luttuoso, questo, che scuote e impone una riflessione sulla reale entità della minaccia, lontana dall'essere una semplice affezione stagionale di passaggio. A commentare la vicenda è stato Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, il quale ha sottolineato con forza come il patogeno, se non incontra sulla sua strada una barriera immunitaria adeguata, possa causare danni gravissimi anche nei più giovani.
Un virus capace di colpire i polmoni come il Covid
“L’influenza è tutt’altro che banale”, ha affermato Bassetti all'Adnkronos Salute, spiegando che il meccanismo d'azione può rivelarsi insidioso e simile a scenari già osservati. “Il virus, se non trova sulla sua strada gli anticorpi in un bambino o ragazzino, può succedere frequentemente, arriva nei polmoni e causa una polmonite interstiziale grave simile allo scenario che avveniva con il Covid”. Una dinamica, questa, che spiega la severità di alcuni casi e che trasforma una comune infezione respiratoria in un pericolo concreto per la salute pubblica. Le regioni che, secondo l'esperto, stanno pagando il prezzo più alto in termini di diffusione e impatto sono quelle dove la copertura vaccinale risulta più bassa, come Sardegna, Campania e Sicilia, evidenziando un legame diretto tra la scarsa adesione alla campagna di prevenzione e la maggiore circolazione del virus.
I numeri della stagione e il picco anticipato
I dati epidemiologici, del resto, confermano un'annata particolarmente impegnativa. Sebbene nell'ultima settimana del 2025 si sia registrato un calo apparente con circa 820.000 nuovi casi stimati, il totale dall'inizio della stagione ha ormai superato i 6,7 milioni di infezioni respiratorie acute. L'incidenza, scesa a 14,5 casi ogni mille assistiti, nasconde una curva che in alcune zone ha già mostrato un'impennata significativa. In Romagna, ad esempio, il monitoraggio dell'Asl ha evidenziato per le settimane di dicembre un aumento forte dei casi, con l'influenza che si avvicinava alla massima incidenza in maniera più anticipata rispetto ai trend storici. Un andamento che ha spinto la Regione Emilia-Romagna a rendere gratuita la vaccinazione per tutti i cittadini, misura presa per arginare gli effetti più acuti del virus K, attualmente il più diffuso.
Ospedali sotto pressione e la campagna vaccinale
La pressione sui reparti ospedalieri resta dunque un dato di fatto, come dimostra il ricovero in terapia intensiva di una bimba di due anni e gli oltre cento ricoveri attribuibili all'influenza registrati in una sola area geografica. La campagna vaccinale si conferma quindi lo strumento principale per contrastare la diffusione e, soprattutto, per prevenire le complicanze più severe. L'estensione della gratuità del vaccino, decisa in Emilia-Romagna e auspicabile altrove, rappresenta una risposta concreta alla corsa del virus, il quale, approfittando degli assembramenti durante le festività, ha trovato un terreno fertile per colpire una vasta fetta di popolazione. La sfida, ora, si gioca sulla capacità di sensibilizzare i cittadini, affinché comprendano che la vaccinazione non è un atto di protezione meramente individuale, ma un presidio collettivo per evitare che altri casi gravi, purtroppo, si trasformino in esiti fatali.




