Influenza, il vaccino arriva anche in farmacia: tutte le informazioni
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Redazione Salute
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Si è aperta ufficialmente lunedì 13 ottobre la campagna vaccinale 2025/26, un appuntamento che, mentre l'autunno avanza, segna una svolta significativa nell'accesso alla profilassi: a Piacenza, contro l'influenza, scendono in campo le farmacie, presidi territoriali della salute pronti ad aiutare chiunque desideri giocare d'anticipo. Questa rete diffusa, che si affianca ai tradizionali canali, si propone di rendere più agevole e capillare un gesto di prevenzione, il quale, sebbene semplice, riveste un'importanza notevole per il benessere collettivo. “Accortezze che si fanno di primaria importanza soprattutto per i soggetti più fragili”, osserva il presidente di Federfarma Piacenza Roberto Laneri, richiamando l'attenzione su quelle fasce di popolazione per le quali l'infezione virale può comportare rischi maggiori e complicazioni serie, un monito che invita a non sottovalutare una patologia spesso considerata banale.
I nuovi ceppi virali e la risposta immunitaria
Sul fronte scientifico, l'Oma e l'Ema propongono che i nuovi vaccini trivalenti per la stagione 2025/2026 siano formulati con componenti aggiornati, i cosiddetti "ceppi virali": H1N1, H3N3 e B/Victoria lineage, una composizione che mira a contrastare i virus che, secondo le previsioni degli esperti, circoleranno con maggiore intensità. È da tempo risaputo, del resto, che l'attività immunitaria, la quale è al massimo in fascia pediatrica, avanzando con l'età decresce, diminuendo ancor di più oltre i sessant'anni con una conseguente e fisiologica variazione di risposta. Proprio per questo, come afferma Laneri, “sono stato uno dei primi a suggerire cosa fare per valutare l'attività immunitaria”, un approccio che permette di personalizzare la strategia vaccinale, soprattutto in vista di un'eventuale somministrazione.
Lo slogan della campagna: "Perché non vaccinarsi?"
La macchina organizzativa, intanto, si mette in moto in diverse regioni: al via la campagna antinfluenzale a Ivrea, cominciata martedì 14 ottobre e illustrata in una conferenza stampa alla sede legale dell’Asl/To4, a Chivasso. Franco Valtorta, direttore del dipartimento di prevenzione, sottolinea l'importanza di un messaggio positivo e diretto, dichiarando: “Io utilizzerei lo slogan: perché non vaccinarsi? Parliamo di antinfluenzale e anti-Covid: non è solo una protezione individuale per persone che hanno già delle patologie, ma anche una responsabilità collettiva”. Il suo ragionamento, che evita toni allarmistici, punta a far comprendere come la vaccinazione costituisca uno strumento fondamentale per limitare la circolazione del virus, proteggendo sé stessi e, indirettamente, gli altri, in un meccanismo di salvaguardia reciproca.
L'obiettivo in Trentino e la tutela del sistema sanitario
In Trentino, dove la campagna è stata presentata all’auditorium dell’ospedale Santa Chiara di Trento, l'obiettivo dichiarato è di raggiungere una copertura del 75% tra gli over 65, come previsto dal piano nazionale vaccini. Poco prima di vaccinarsi, l’assessore Mario Tonina lo ha definito un “atto di responsabilità”, un gesto che non riguarda esclusivamente la singola persona ma che si estende alla collettività, tutelando la salute e, allo stesso tempo, alleggerendo il pesante carico presente all’interno delle strutture ospedaliere del territorio. La direttrice del Dipartimento di prevenzione, Maria Grazia Zuccali, insieme al direttore generale dell'Apss Antonio Ferro, ha ribadito l'impegno per questo traguardo, con centomila dosi pronte per essere somministrate, un numero che testimonia la pianificazione messa in atto per affrontare la stagione in arrivo.




