Influenza, casi in crescita: l'esperto spiega variante e vaccino
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Redazione Salute
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L’influenza, dopo una fase di relativa stabilità, inizia a segnare un chiaro incremento dei contagi in Italia, confermando l’avvio di quella che si preannuncia come una stagione particolarmente intensa. Nella settimana che va dal 10 al 16 novembre, come riporta l’ultimo bollettino del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, si è registrato “un tasso di positività in aumento” rispetto ai sette giorni precedenti, un dato che, seppur lontano dal picco epidemico atteso per le prossime settimane, delinea una curva ascendente che gli esperti monitorano con attenzione. I virus respiratori, complice l’abbassamento repentino delle temperature, hanno già messo a letto circa 446.483 italiani solo nell’ultima rilevazione, portando il totale dei contagi a circa 2.185.451 dall’inizio del monitoraggio stagionale.
I numeri della sorveglianza integrata
Nonostante l’aumento della circolazione del virus influenzale vero e proprio, il rapporto RespiVirNet – che da quest’anno viene pubblicato in una veste interattiva – segnala una sostanziale stabilità nell’incidenza complessiva delle infezioni respiratorie acute, la quale si attesta a 7,91 casi per ogni mille assistiti, un valore non dissimile da quello della settimana precedente, che era di 7,64. Questa apparente contraddizione, tra la stabilità delle sindromi simil-influenzali e la crescita dei casi di influenza confermata, si spiega con la cocircolazione di diversi patogeni, molti dei quali provocano sintomi sovrapponibili ma sono distinti dal punto di vista virologico.
Il parere dell'esperto sulla stagione in corso
«La stagione influenzale è iniziata alla grande», ha affermato l’esperto, sottolineando come l’arrivo del freddo acuirà ulteriormente la diffusione del virus. «Di sicuro l'abbassamento repentino delle temperature, che stiamo registrando in questi giorni, non fa altro che aumentare l'intensità degli sbalzi termici, e spinge a stare di più in casa insieme». Queste condizioni, che includono una maggiore vita in ambienti chiusi e affollati, costituiscono infatti il veicolo ideale per la trasmissione dei virus respiratori, creando un contesto nel quale il contagio trova terreno fertile. L’esperto ha poi aggiunto di ritenere probabile, sulla scia di quanto osservato in altre nazioni europee, «una partenza intensa e una presenza importante di infezioni respiratorie».
Il quadro sintomatico e i rischi per la salute
Per la maggior parte delle persone che contraggono l’infezione, l’organismo è in grado di reagire e superare la malattia nell’arco di pochi giorni, sebbene i sintomi – che comprendono spesso un mal di gola anche intenso, la congestione nasale, la febbre, che può raggiungere picchi elevati, e dolori muscolari diffusi – possano risultare particolarmente debilitanti. Esiste tuttavia una fascia di popolazione, rappresentata principalmente da individui con patologie croniche pregresse o con un sistema immunitario compromesso, per la quale il virus influenzale non rappresenta una semplice afflizione temporanea. In questi casi, infatti, l’infezione può aggravare condizioni di salute già precarie, portando a complicanze severe che, in un numero purtroppo non trascurabile di episodi, possono avere esiti letali.




