Giro, tappa valdostana e quel caldo che riscriverà la classifica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà il caldo, più ancora delle pendenze proibite, a giocare un ruolo da protagonista nella quattordicesima tappa del Giro d’Italia 2026, quella che da Aosta conduce a Pila, frazione di Gressan. Le temperature, si prevede, sfioreranno i trenta gradi nel fondo valle, mentre in quota – seppur l’aria sia più respirabile – la fatica muscolare troverà nelle condizioni climatiche un alleato formidabile per gli organizzatori di sorprese in classifica. Il via, fissato alle 12.55 da piazza Chanoux, ha visto allestire lo start village in tempi da record, quasi a voler compensare la durezza di un percorso che non concede tregua: 133 chilometri costellati da tre colli di prima categoria, ai quali si aggiungono quelli di seconda e terza, senza che un solo tratto pianeggiante offra ristoro.

L’ascesa decisiva e la strategia dei big

Certamente, molto dipenderà dall’interpretazione che gli atleti daranno della frazione stessa, ma l’ascesa finale verso Pila possiede tutte le caratteristiche tecniche per provocare qualche scossone nella graduatoria generale. I corridori lo sanno bene: domani, infatti, si correrà una tappa in direzione Milano votata ai velocisti, il che trasforma questa giornata alpina in un’occasione quasi irripetibile per chi insegue la maglia rosa. Afonso Eulálio, che ancora la indossa dopo il successo di ieri a Verbania di Alberto Bettiol, dovrà difendersi dagli attacchi di chi vede nella pendenza media e nel caldo africano l’occasione per guadagnare secondi preziosi. E non è un dettaglio secondario, quello climatico, se si considera che in fondo valle l’asfalto diventerà una piastra incandescente, capace di far esplodere le gambe dei passisti puri.

Un incidente giudiziario lontano dalla corsa

Mentre il plotone si snoda tra i tornanti valdostani, un’altra storia – di cronaca, questa volta, e non di sport – si è consumata in parallelo, lontano dai riflettori del Giro. A Guidonia Montecelio, infatti, i tecnici del comune hanno effettuato un sopralluogo al cantiere del progetto denominato “Colle Rosa”: un intervento di recupero e trasformazione di un complesso edilizio abusivo, situato nella frazione di La Botte, che il Tribunale di Tivoli ha confiscato e che è stato successivamente acquisito al patrimonio comunale. I lavori, finanziati con oltre cinque milioni di euro del PNRR, procedono secondo il cronoprogramma e porteranno alla nascita di un polo socio-sanitario moderno e funzionale, senza che siano emerse criticità particolari durante l’ispezione di routine.

La corsa rosa verso Roma e le insidie di giornata

Si riparte dunque dalla Valle d’Aosta, dove i tratti pianeggianti sono un miraggio, e il Giro si prepara a cambiare i connotati della propria classifica generale in una sola, caldissima giornata. Il percorso, lo ricordiamo, è di quelli che non ammettono distrazioni: tre salite di prima categoria si alternano a due di seconda e altrettante di terza, in un monotono saliscendi che porterà i corridori a sfiorare la quota prima della discesa verso Pila. Eulálio, che ieri ha dimostrato di saper soffrire, dovrà gestire le energie in vista delle sette tappe rimanenti – l’ultima, il 31 maggio, a Roma – ma senza commettere l’errore di lasciare troppo spazio agli attaccanti di giornata. La storia di questa edizione, fatta di tappe nervose e colpi di scena, suggerisce che nessuna maglia è al sicuro finché il traguardo non viene tagliato.

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