Fischi all'inno belga e omaggi a Mazzola e Baresi prima di Italia-Belgio

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Prima del fischio d'inizio di Italia-Belgio, sfida valida per la Nations League andata in scena allo stadio Olimpico di Roma, il pubblico ha riservato fischi all'inno nazionale della squadra ospite, La Brabançonne. Una parte maggioritaria degli spettatori presenti sugli spalti ha accompagnato con disapprovazione l'esecuzione del canto belga, mentre non pochi hanno scelto di alzarsi in piedi per applaudire, nel tentativo di coprire i fischi. L'inno di Mameli, al contrario, è stato cantato da tutto lo stadio.

L'episodio ha suscitato la reazione immediata di Alberto Rimedio, telecronista Rai che commentava la partita per RaiSport. A microfono ancora aperto, il giornalista si è lasciato sfuggire una domanda rivolta al collega Lele Adani: «Ma che stanno fischiando?». Poco dopo, una volta concluse le note dell'inno avversario, Rimedio ha commentato: «Purtroppo, come spesso capitato, fischi ignobili contro l'inno del Belgio».

Il ricordo di Sandro Mazzola e Franco Baresi

La serata dell'Olimpico era però iniziata all'insegna della memoria e del rispetto. Prima del calcio d'inizio, dopo un omaggio dedicato all'ex Milan Franco Baresi, è stato osservato un minuto di silenzio per onorare la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda dell'Inter e della Nazionale, morto il 19 settembre all'età di 83 anni. La Nazionale italiana è scesa in campo con il lutto al braccio per ricordare l'ex campione nerazzurro.

Al termine del momento di raccoglimento, Rimedio ha voluto tratteggiare il profilo umano e sportivo di Mazzola con queste parole: «Campione meraviglioso della Grande Inter e della Nazionale e soprattutto uomo di altri tempi per umiltà, educazione e rispetto e questa è l'eredità di cui la sua famiglia va più orgogliosa». Il telecronista ha poi ricordato anche la carriera di Mazzola come commentatore televisivo per la Rai, accanto a Marco Civoli, in occasione del trionfo azzurro a Berlino nel 2006.

Il contesto della partita e le scelte di Mancini

La sfida contro il Belgio rappresentava l'esordio della nuova gestione di Roberto Mancini sulla panchina azzurra, un ritorno dopo il burrascoso addio dell'agosto 2023. Il commissario tecnico ha schierato un 4-3-3 offensivo, con Donnarumma tra i pali e un tridente d'attacco composto da Kean, Pio Esposito e Cambiaghi. A centrocampo, il tecnico marchigiano ha gettato subito nella mischia il giovane Romano, al debutto in azzurro, insieme a Tonali e Barella.

Van Bommel ha risposto con una formazione speculare, affidando l'attacco a Moreira, De Ketelaere e Godts, con De Bruyne a orchestrale la manovra in mezzo al campo. La partita, iniziata tra i fischi e gli applausi della vigilia, ha visto gli azzurri andare sotto nel punteggio al 20' con la rete di Godts, abile a sfruttare un lancio di De Bruyne. Nonostante le occasioni create nella ripresa, con Kean e Scalvini vicini al gol, il Belgio ha raddoppiato con Lukebakio, chiudendo la sfida sul 2-0.

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