Italia-Belgio, l'omaggio a Mazzola e Baresi prima del fischio d'inizio
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Redazione Salute
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Prima del calcio d'inizio di Italia-Belgio, partita valida per la prima giornata della Nations League, lo stadio Olimpico di Roma ha ospitato un doppio momento di commemorazione dedicato a due figure storiche del calcio italiano. La Federcalcio aveva ottenuto dall'UEFA l'autorizzazione per rendere omaggio a Sandro Mazzola e Franco Baresi, scomparsi nelle settimane precedenti, come confermato dalle fonti presenti all'interno dell'impianto romano.
Il minuto di silenzio e le parole di Rimedio
Per Sandro Mazzola, ex leggenda dell'Inter e della Nazionale scomparso il 19 settembre, è stato osservato un minuto di silenzio. La telecronaca Rai affidata ad Alberto Rimedio ha accompagnato il momento con parole di commemorazione. «Campione meraviglioso della Grande Inter e della Nazionale e soprattutto uomo di altri tempi per umiltà, educazione e rispetto e questa è l'eredità di cui la sua famiglia va più orgogliosa», ha detto il giornalista durante la diretta.
Prima della partita, la Figc aveva annunciato che l'omaggio si sarebbe svolto in due momenti distinti: un momento di raccoglimento per Mazzola e un tributo a Baresi, storico difensore e capitano del Milan e della Nazionale, morto a fine luglio.
I fischi durante l'inno belga
Poco prima del fischio d'inizio, durante l'esecuzione de La Brabançonne, l'inno nazionale belga, una parte del pubblico presente all'Olimpico ha accompagnato la musica con fischi. Secondo le cronache dell'epoca, il resto dello stadio ha reagito con un lungo applauso nel tentativo di coprire le contestazioni. La reazione di Rimedio è stata immediata e a microfono aperto: «Purtroppo, come spesso capitato, fischi ignobili contro l'inno del Belgio», ha commentato il telecronista, aggiungendo in diretta: «Ma che stanno fischiando?».
Il collega Lele Adani, al commento tecnico, ha scelto di non replicare all'episodio.
Il ritorno di Mancini e il contesto della partita
La sfida con il Belgio segnava il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale, a oltre tre anni di distanza dalla conclusione della sua prima esperienza. Il commissario tecnico aveva parlato alla vigilia di «sensazioni positive», sottolineando la necessità di «portare i tifosi dalla nostra parte» attraverso il gioco e i risultati. La partita, trasmessa in diretta su Rai 1 con la telecronaca di Rimedio affiancato da Adani, rappresentava il debutto degli azzurri nella nuova edizione della Nations League.
I precedenti tra Italia e Belgio
Il confronto tra Italia e Belgio vanta una tradizione consolidata nel panorama calcistico internazionale. Prima di questa sfida, le due nazionali si erano affrontate in ventisei occasioni, con un bilancio nettamente favorevole agli azzurri: diciassette vittorie italiane, cinque pareggi e cinque successi belgi. L'ultimo precedente disputato a Roma risaliva all'ottobre 2024, quando all'Olimpico le due squadre si separarono sul punteggio di 2-2, con l'Italia avanti di due reti prima della rimonta belga.
Il Belgio di Van Bommel e le scelte di formazione
Il Belgio si presentava all'Olimpico guidato dal nuovo commissario tecnico Mark van Bommel, subentrato a Rudi Garcia dopo la conclusione del Mondiale. La formazione dei Diavoli Rossi schierava dal primo minuto Kevin De Bruyne a centrocampo, affiancato da Tielemans e Raskin, con il tridente offensivo composto da Moreira, De Ketelaere e Godts. Mancini, dal canto suo, aveva scelto un attacco formato da Kean, Pio Esposito e Cambiaghi, con Donnarumma in porta, Di Lorenzo, Mancini, Coppola e Calafiori in difesa, e Tonali, Romano e Barella a centrocampo.
L'andamento della partita
Sul piano del gioco, l'Italia ha incontrato difficoltà sin dalle prime battute. Il Belgio è passato in vantaggio al 20° minuto con un gol di Mika Godts, trovando poi altre occasioni per raddoppiare, neutralizzate da alcuni interventi di Donnarumma. Nella ripresa, al 69° minuto, Dodi Lukebakio ha firmato il raddoppio belga, fissando il punteggio sullo 0-2. Il risultato finale ha segnato negativamente l'esordio del nuovo ciclo azzurro targato Mancini.
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