Le parole che hanno plasmato un secolo: Treccani compie 100 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il primato dell’homo sapiens, come spesso si ricorda, poggia sulla parola. Senza di essa, la distinzione tra l’animale e l’uomo si assottiglia fino a quasi svanire. Le parole, dunque, non sono semplici strumenti di comunicazione, ma il fondamento stesso della nostra identità. Vanno maneggiate con cura, soppesate come fossero pepite d’oro, perché è attraverso di esse che diamo forma ai pensieri, ai sentimenti, alle idee. Non è un caso che, nel corso dei secoli, siano state proprio le parole a segnare il cammino dell’umanità, a definirne le conquiste e le sfide. E oggi, in un’epoca in cui il digitale sembra spesso appiattire il linguaggio, il valore di un vocabolario ricco e articolato si fa ancora più evidente.

Proprio in questo contesto si inserisce la celebrazione del centenario dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, avvenuta a Roma nello storico Palazzo Mattei Paganica. Alla cerimonia, che ha visto la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono intervenuti il presidente dell’Istituto Carlo Ossola e il direttore generale Massimo Bray. Quest’ultimo, nel ripercorrere la storia della Treccani, ha sottolineato come l’Istituto rappresenti “uno dei simboli culturali più rilevanti del Paese”, una realtà che ha saputo evolversi nel tempo, mantenendo intatta la sua missione: diffondere conoscenza e cultura.

Fondata nel 1925, la Treccani ha attraversato un secolo di trasformazioni, dalle origini legate alla carta stampata fino all’attuale approdo al digitale. Un percorso che non si è limitato a registrare i cambiamenti, ma che ha contribuito a plasmarli, offrendo strumenti di comprensione e analisi del mondo. Bray ha ricordato come l’Istituto sia stato capace di indicare “alcune strade da percorrere”, diventando un punto di riferimento per generazioni di studiosi, studenti e semplici curiosi.

Durante la cerimonia, è stato anche presentato il progetto “Cento parole che hanno fatto la storia”, un’iniziativa che ripercorre, attraverso un centinaio di termini chiave, le tappe fondamentali del Novecento e dei primi decenni del nuovo millennio. Un’operazione che non si limita a celebrare il passato, ma che invita a riflettere sul presente e sul futuro, ricordando come le parole siano il mezzo attraverso cui costruiamo la nostra visione del mondo.

La visita di Mattarella, che ha voluto personalmente rendere omaggio all’Istituto, ha confermato l’importanza della Treccani nel panorama culturale italiano. Il presidente della Repubblica, nel corso del suo intervento, ha sottolineato il ruolo centrale della cultura come strumento di coesione e progresso, ribadendo come la conoscenza sia un bene comune da preservare e valorizzare.

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