La credibilità dei difensori d’ufficio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La storia si ripete, con i suoi perché, con i suoi protagonisti e, purtroppo, con un copione sostanzialmente uguale nel tempo. Certo, talvolta cambiano i personaggi, ma quella che da molti viene definita “autonomia della magistratura” in realtà si trasforma in “intoccabilità” con tutte le sue conseguenze. E l’Albania è solo un esempio. Molto spesso si sente parlare di Esecutivo che, con le sue scelte politiche, cercherebbe di limitare l’azione dei togati i quali, pedissequamente, vengono difesi da certi schieramenti e da alcune testate giornalistiche: sempre gli stessi. Ma quindi a decidere dev’essere la politica o le toghe militanti come accade dal ’92? Cambiano i nomi, ma il bersaglio è sempre lo stesso.

Il magistrato Marco Paternello, che considera la premier Giorgia Meloni «pericolosa», è in buona compagnia da almeno trent’anni. C’era una volta Craxi e con lui l’intero pentapartito, fatto saltare in aria dalle inchieste della magistratura. Poi arrivò la seconda Repubblica, e fu sufficiente, quando il ministro Biondi osò presentare una riforma della custodia cautelare, che quattro pm milanesi si presentassero in tv a dire che senza manette loro non potevano lavorare, per incrinare il primo governo Berlusconi fino alla successiva caduta.

Il marcio che non stupisce. L'unica cosa che mi stupisce è lo stupore per quello che è successo, cioè che un magistrato abbia messo per iscritto sui suoi social la sua avversità al governo in carica. Secondo Marco Patarnello, voce autorevole della corrente di sinistra dei magistrati, Giorgia Meloni va fermata, e non soltanto sulla questione del centro di accoglienza in Albania: «È più pericolosa di Berlusconi scrive - ma non avendo inchieste giudiziarie è più forte». Parla Ostellari: «Equilibrio tra poteri saltato: che assurdità i pm anti- governo...»

Le sentenze del Tribunale di Roma sui migranti e la email del magistrato Marco Patarnello hanno riacceso un duro scontro tra la politica e la magistratura: ne parliamo con il sottosegretario alla Giustizia ed esponente della Lega Andrea Ostellari

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