Val Varenna, i residenti scrivono a Prefettura e Questura: "Servono più controlli e un presidio stabile"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo il grave episodio di violenza che venerdì sera ha visto un autobus della linea 71 di AMT preso a sassate da un gruppo di giovani, il Comitato Val Varenna e l'APS San Carlo di Cese 2.024 lanciano un appello alle istituzioni chiedendo un intervento urgente per garantire maggiore sicurezza nella vallata.

Con una lettera inviata a Prefettura e Questura di Genova, le due associazioni denunciano il progressivo peggioramento delle condizioni di vivibilità durante il periodo estivo, quando l'afflusso di persone verso i laghetti del torrente Varenna aumenta sensibilmente, portando con sé un corteo di criticità che vanno dai bivacchi all'abbandono dei rifiuti, fino all'accensione di fuochi e bracieri in aree boschive ad alto rischio incendio.

La serata di tensione e la sassaiola contro il bus

A innescare la protesta, come detto, è stato quanto accaduto nel tardo pomeriggio di venerdì 17 luglio, quando un gruppo di circa nove giovani, descritti dall'autista come in evidente stato di alterazione dovuto all'alcol, è salito a bordo di un mezzo della linea 71 che da Pegli porta a San Carlo di Cese. All'interno del bus, i ragazzi hanno iniziato a litigare e a colpirsi tra loro, costringendo il conducente a fermare la corsa e a farli scendere per garantire la sicurezza degli altri passeggeri.

Una volta a terra, però, la violenza non si è placata: alcuni componenti del gruppo hanno cominciato a lanciare pietre e lattine contro l'autobus, mandando in frantumi diversi vetri laterali e seminando il panico tra i viaggiatori, che hanno visto i frammenti di vetro volare all'interno del mezzo. L'autista, rimasto fortunatamente illeso, è riuscito a chiudere le porte e a proseguire fino al capolinea, dove gli agenti hanno poi constatato l'entità dei danni.

La mobilitazione dei residenti e le richieste al prefetto

Di fronte a questo ennesimo episodio, il Comitato Val Varenna e l'APS San Carlo di Cese hanno rotto gli indugi, inviando una lettera formale alle massime autorità provinciali per chiedere un cambio di passo nelle politiche di sicurezza della vallata. I residenti, che da anni sopportano il peso di un'estate sempre più difficile, non chiedono interventi tampone ma un piano strutturato e continuativo che vada oltre i singoli fine settimana.

Nella loro missiva, le associazioni richiamano i dati dei controlli effettuati dalla polizia locale nel solo mese di giugno, che hanno portato a ben 92 sanzioni per bivacchi, accensione di fuochi, bracieri e occupazioni abusive delle aree demaniali lungo l'alveo del torrente, un numero che, secondo i firmatari, fotografa una situazione ormai strutturale e non più riconducibile a episodi isolati.

Le contraddizioni di un territorio a rischio

La questione, come sottolineato anche dagli assessori comunali alla Sicurezza Arianna Viscogliosi e al Trasporto pubblico Emilio Robotti, presenta una complessità non indifferente, legata alla suddivisione delle competenze tra le varie forze di polizia. Se la polizia locale può effettuare controlli sulle strade di accesso alla valle e, quando necessario, anche a bordo degli autobus, non può però intervenire direttamente nell'alveo del torrente e nella zona dei laghetti, dove le operazioni di controllo spettano alle altre forze di polizia, quelle statali.

Una sovrapposizione di ruoli che, di fatto, finisce per creare un vuoto di vigilanza in un'area che, come dimostrano gli ultimi fatti, si trasforma facilmente in un polverone sociale, tra risse, alcol e degrado ambientale.

Le prime reazioni e le misure straordinarie

Nel frattempo, la macchina delle istituzioni si è messa in moto, anche se con misure che i residenti considerano ancora parziali. La sindaca Silvia Salis, dopo aver espresso piena solidarietà agli autisti coinvolti, ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura per rafforzare i controlli e garantire maggiore sicurezza sui mezzi pubblici, sottolineando come il Comune non possa affrontare da solo una problematica che investe direttamente anche il controllo del territorio e la sicurezza pubblica.

In attesa di una soluzione più strutturata, che dovrebbe essere definita a partire da lunedì, la polizia locale ha attivato un servizio straordinario di scorta per la linea 71, con agenti a bordo e l'impiego del Nucleo Cinofilo, un presidio che resterà operativo per tutto il fine settimana fino alle ore 20 per consentire la regolare ripresa del servizio tra Pegli e San Carlo di Cese.

Lo scenario che si prospetta è quindi quello di un'estate calda per la Val Varenna, con i residenti che chiedono di essere ascoltati e tutelati con la stessa attenzione riservata alla sicurezza delle aree centrali della città e le istituzioni chiamate a trovare un difficile equilibrio tra interventi immediati e una strategia di lungo periodo.

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