Roberto Vecchioni costretto a fermarsi per problemi di salute, quattro concerti del suo nuovo tour sono stati rinviati
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il cantautore lombardo, che proprio in questi giorni avrebbe dovuto calcare i palchi di alcune delle principali piazze italiane, ha dovuto fare un passo indietro. Roberto Vecchioni, infatti, si ferma per un periodo di riposo che i medici gli hanno consigliato, se non addirittura imposto, e lo stop comporta lo slittamento di quattro appuntamenti del suo “Tra il silenzio e il tuono 2026”. Una nota diffusa nelle ultime ore, e rilanciata dall’Adnkronos, spiega come “motivi di salute” – senza entrare nel dettaglio della patologia, va da sé – rendano necessario questo stop per l’artista, il quale, ascoltando il proprio Corpo, ha preferito non forzare la mano e rimandare gli impegni a data da destinarsi, o meglio a date già fissate, che cadranno tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno. Una decisione, questa, che se da un lato getta nello sconforto i fan che avevano già fatto il conto alla rovescia per vederlo, dall’altro viene accolta con lo spirito di chi comprende come la salute, specie a una certa età, venga prima di ogni altra cosa.
Le date slittano a maggio e settembre, biglietti ancora validi
Nel dettaglio, a essere rinviato è il concerto del 6 marzo, che si sarebbe dovuto tenere al Teatro Brancaccio di Roma, e che è stato riprogrammato per mercoledì 30 settembre. Stessa sorte per la data di Milano, prevista per il 13 marzo al Teatro Dal Verme, la quale è stata spostata a lunedì 28 settembre. E ancora, lo spettacolo del 24 marzo al Teatro Galleria di Legnano è stato posticipato al 21 maggio, mentre quello del 2 aprile al Teatro Ivo Chiesa di Genova slitta al 27 maggio. Chi ha già acquistato un tagliando per uno di questi eventi non deve quindi fare nulla, nel senso che il Titolo d’ingresso, come spiegano gli organizzatori, rimane valido per la nuova data senza necessità di vidimazioni o sostituzioni. Una prassi, questa, ormai consolidata nel mondo dello spettacolo dal vivo, che evita code e assembramenti in biglietteria e che permette agli spettatori di mantenere il proprio posto, solitamente il medesimo, per la sessione recuperata.
Le altre tappe del tour restano in calendario, Vecchioni torna appena possibile
Per chi, invece, non potesse essere presente nei nuovi giorni stabiliti, viene data la possibilità di richiedere il rimborso, seguendo però le tempistiche e le modalità indicate dai circuiti di vendita ufficiali. Per i concerti di Legnano e Genova, il termine per chiedere indietro i soldi del biglietto è fissato al 10 aprile, mentre per Roma la scadenza è più ravvicinata, ovvero il 13 marzo; per Milano, invece, c’è tempo fino al 20 marzo. Tutte le richieste, salvo che per i biglietti acquistati direttamente al botteghino del Brancaccio (che possono essere rimborsati recandosi di persona in teatro), vanno inoltrate a Ticketone. Il resto del tour, quello non toccato da questi rinvii, resta per il momento confermato: la macchina organizzativa non si ferma, e Vecchioni, una volta rimessosi, tornerà a esibirsi nei teatri di Assisi, Bergamo, Torino, giusto per citarne alcuni, e poi giù in Sicilia, a Catania, Palermo e Agrigento, per risalire infine a Bologna e Brescia. Un calendario fitto, che testimonia quanto l’artista creda in questo progetto che mescola canzoni e monologhi, e che lui stesso ha descritto come un dialogo tra la dimensione intima e la vita vissuta intensamente.
L’annuncio social e il pensiero dei fan, nessun dettaglio sulle condizioni
La notizia è rimbalzata rapidamente sui profili social del cantautore, dove un post asciutto e formale ha comunicato lo slittamento, scusandosi “con il pubblico per il disagio”. Un disagio che, va detto, è ampiamente ricambiato dalla preoccupazione di chi segue Vecchioni da decenni. Sotto quel post, infatti, si sono sprecati i messaggi di incoraggiamento, con i fan che gli augurano una pronta guarigione e gli ricordano, con affetto, che la priorità è una sola: ristabilirsi. Nessuno, al momento, ha fornito dettagli più precisi sulla natura di questo malessere che ha costretto il professore a fermarsi. Non si sa se si tratti di un affaticamento, di un banale virus stagionale che ha colpito più duramente del previsto, o di qualcos’altro. Quel che è certo è che la macchina del fango, talvolta, cerca di carburare anche in queste occasioni, ma per ora l’unica versione ufficiale resta quella di un “breve periodo di riposo” necessario per recuperare le energie.
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