Le password più usate in Italia, da "admin" alle bestemmie

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nonostante i continui allarmi sulla sicurezza informatica, le abitudini degli italiani nella scelta delle password, che costituiscono la prima e spesso più fragile barriera contro accessi non autorizzati, rimangono pericolosamente ancorate alla ricerca della semplicità. Una recente analisi, condotta esaminando violazioni pubbliche e archivi del Dark Web in un arco temporale di dodici mesi, conferma come la comodità continui a prevalere, e di gran lunga, su qualsiasi principio di prudenza digitale. I ricercatori, sottolineando come il numero di casi di violazione cresca annualmente, affermano che gli approcci attuali non riescono a generare quei cambiamenti significativi che sarebbero necessari per proteggere efficacemente le identità degli utenti.

Admin in vetta alla classifica

La parola “admin”, di per sé una delle impostazioni predefinite più comuni nei dispositivi, si è attestata come la password più utilizzata in Italia nell’ultimo anno, scalzando dal primo posto la sequenza numerica “123456” che aveva dominato la classifica negli anni precedenti. Questo termine, scelto evidentemente per la sua facilità di memorizzazione, rappresenta una chiave di accesso estremamente debole, esponendo chi la utilizza a rischi elevatissimi. La ricerca, che si avvale di una consulenza indipendente, stila una lista delle combinazioni più frequenti basandosi su un’enorme mole di dati compromessi, rivelando una tendenza nazionale che riflette una sottovalutazione generalizzata della minaccia cyber.

Il primato mondiale di "123456" e il caso italiano

A livello globale, è la stringa “123456” a mantenere un primato negativo, che detiene incontrastata ormai da sei anni, dimostrando una pericolosa inerzia comportamentale diffusa in tutto il mondo. Tuttavia, il panorama italiano presenta delle specificità, con una classifica che, oltre a “admin” e alle sequenze numeriche banali, include un elemento peculiare: le bestemmie. Queste ultime, insieme ai nomi delle squadre di calcio più popolari, figurano stabilmente tra le password preferite, un dato che, al di là delle considerazioni di ordine diverso, ne conferma la prevedibilità e quindi l’inefficacia come strumento di protezione.

Le strategie per una protezione efficace

Per ovviare a questa cronica vulnerabilità, gli esperti consigliano di adottare misure più robuste, che vadano oltre la mera invenzione di una parola chiave. La creazione di password complesse, che uniscano in modo non ordinario lettere, numeri e simboli, rappresenta soltanto il primo passo di un percorso di sicurezza più articolato. Diventa infatti fondamentale l’adozione di un password manager, uno strumento che permette di generare e conservare in modo cifrato credenziali uniche e robuste per ogni servizio, eliminando il carico della memoria per l’utente. A questo, è indispensabile abbinare l’autenticazione a più fattori, un sistema che richiede una seconda prova d'identità oltre alla password, e l'utilizzo delle passkey, una tecnologia emergente che lega l'accesso al possesso fisico di un dispositivo personale, rendendo l’autenticazione sia più semplice che molto più sicura.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.