Bruno Fernandes sul caso Ronaldo: «Non smetterà mai di essere il simbolo più grande del Portogallo»
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Redazione Sport
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Alla vigilia dell'ultimo impegno di questa sosta contro la Norvegia, Bruno Fernandes ha preso posizione sul caso che ha travolto la nazionale portoghese nelle ultime settimane. Il centrocampista del Manchester United, colonna dello spogliatoio lusitano, ha spiegato di aver parlato direttamente con Cristiano Ronaldo dopo la rottura consumatasi a Copenaghen, quando il capitano aveva lasciato il ritiro alla vigilia della sfida con la Danimarca.
«Gli ho parlato, e quello che gli ho detto è quello che ripeto qui: la cosa più importante è che, a prescindere da quello che succederà, Cristiano Ronaldo non smetterà mai di essere il più grande simbolo della nostra nazionale, del nostro calcio e del Paese», ha dichiarato Fernandes in conferenza stampa.
La posizione di Jorge Jesus
Il commissario tecnico Jorge Jesus, dal canto suo, ha scelto di non alimentare ulteriormente la polemica. Interrogato dai giornalisti sulla possibilità di una riconciliazione con il fuoriclasse, il selezionatore ha ribadito che la sua attenzione resta focalizzata esclusivamente sulla partita contro la Norvegia, in programma all'Estádio do Dragão di Porto. «Non si tratta di ignorare Cristiano Ronaldo, è un simbolo della Nazionale e del Portogallo. Dopo la partita, ci sarà tutto il tempo per parlarne», ha spiegato Jesus, precisando di voler concentrare le proprie energie sulla squadra e sull'avversario, che ha definito «una delle prime cinque squadre in Europa».
La ricostruzione dei fatti
La vicenda era esplosa dopo la vittoria per 2-1 contro la Norvegia, quando Ronaldo era rimasto in panchina per tutti i novanta minuti nonostante fosse stato mandato a scaldarsi nella ripresa. Al fischio finale il capitano aveva evitato il giro di campo con i compagni, dirigendosi direttamente negli spogliatoi. Nei giorni successivi il giocatore aveva svolto lavoro differenziato, alimentando le voci su un possibile rifiuto ad allenarsi con il gruppo.
Jorge Jesus aveva provato a gettare acqua sul fuoco, sostenendo che l'esclusione era stata concordata in precedenza e che non vi fosse alcun caso: «Ho detto a Cristiano che non avrebbe giocato né contro la Norvegia, né contro la Danimarca. Conosco perfettamente il suo stato fisico», aveva dichiarato il tecnico.
La situazione era però precipitata il 30 settembre, quando Ronaldo aveva lasciato il Parken Stadium di Copenaghen a bordo di un mezzo della federazione mentre i compagni iniziavano l'allenamento di rifinitura. Poche ore dopo, attraverso i propri canali social, il capitano aveva annunciato la decisione: «Dopo la conferenza stampa del commissario tecnico della Nazionale e a seguito di un colloquio con il presidente della Federazione calcistica portoghese, ho deciso di lasciare il ritiro della Nazionale. A tempo debito, dirò la verità a tutti i portoghesi sui motivi che mi hanno spinto a lasciare la Nazionale, alla quale mi sono sempre dedicato con impegno». Il presidente federale Pedro Proença aveva tentato una mediazione, raggiungendo il gruppo a Copenaghen, ma lo sforzo non era bastato a ricucire lo strappo.
Il quadro della Nations League
La partita contro la Norvegia rappresenta per il Portogallo un passaggio cruciale nel cammino verso la qualificazione ai quarti di finale della Nations League. La nazionale lusitana, inserita nel Gruppo A4, aveva aperto la propria campagna con una vittoria sul Galles, seguita dal successo in trasferta contro i norvegesi.
La sfida di Porto è la quarta giornata del raggruppamento, e un risultato positivo avvicinerebbe sensibilmente il Portogallo all'obiettivo dichiarato da Jorge Jesus in conferenza stampa: «Quello che voglio e spero è che possiamo vincere, così da qualificarci praticamente ai quarti di finale».
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