Cartelloni pro Ronaldo a Lisbona, la Federcalcio portoghese prova a ricucire con Jorge Jesus
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Redazione Sport
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A Lisbona sono comparsi alcuni cartelloni pubblicitari, realizzati con l'intelligenza artificiale, che solidarizzano con Cristiano Ronaldo e attaccano Jorge Jesus, il commissario tecnico del Portogallo. La loro comparsa arriva a poche ore di distanza da una frattura che ha scosso il calcio lusitano, consumatasi alla vigilia del match di Nations League che la selezione delle quinas ha poi vinto per 4-2 in Danimarca.
Lo strappo dopo la panchina con la Norvegia
Tutto ha avuto origine domenica, quando Ronaldo è rimasto in panchina per l'intera partita contro la Norvegia, vinta dal Portogallo per 2-1. Per il capitano si è trattato della prima esclusione in un match ufficiale senza infortuni o squalifiche dal novembre 2024. Il quarantunenne ha assistito alla gara dalla panchina, poi ha lasciato il campo senza partecipare al consueto saluto ai tifosi e nei giorni successivi ha disertato gli allenamenti con il gruppo.
La ricostruzione della rottura
Secondo quanto riferito dal giornalista spagnolo Edu Aguirre, amico del giocatore, martedì sera si sarebbe tenuto un incontro tra Ronaldo, il presidente della Federcalcio portoghese Pedro Proença e Jorge Jesus. In quella sede il commissario tecnico avrebbe chiesto scusa al giocatore per averlo lasciato riscaldare per circa mezza partita senza poi farlo entrare, promettendo che avrebbe ripetuto le scuse pubblicamente in conferenza stampa.
Nella conferenza di mercoledì, però, Jesus ha tenuto tutt'altro tenore, rivendicando la propria autorità sulle scelte tecniche e affermando che nessun giocatore, nemmeno Ronaldo, può condizionare le sue decisioni. È stato a quel punto che Ronaldo ha lasciato il ritiro, comunicando la propria decisione sui social network e annunciando che «a suo tempo» avrebbe raccontato «la verità» ai portoghesi sulle ragioni della sua uscita.
La posizione di Jorge Jesus
Il commissario tecnico ha respinto l'idea di un caso personale. «Non c'è stato assolutamente alcun incidente», ha dichiarato, spiegando che la delusione del capitano era comprensibile per chiunque venga lasciato in panchina dopo aver riscaldato a lungo, ma che la sua esclusione rientrava in scelte tecniche.
Dopo il successo sulla Danimarca, Jesus ha poi sottolineato la compattezza del gruppo: «Non c'è alcun motivo che possa impedire alla squadra di restarmi vicino», ha detto, aggiungendo di avere «un gruppo che crede nella mia idea» e che i giocatori «vanno a braccetto» con il suo progetto.
La diplomazia della Federcalcio
La Federcalcio portoghese, presieduta da Pedro Proença, si è mossa per tentare di ricomporre la frattura. Secondo quanto emerso, i contatti per un incontro a tre tra il numero 7, il commissario tecnico e il vertice federale sono già iniziati e la parte di Ronaldo avrebbe mostrato apertura. Jorge Jesus si è detto disponibile a partecipare, pur senza fare «penitenze» pubbliche. Anche il primo ministro portoghese Luís Montenegro è intervenuto nella vicenda, parlando individualmente con Proença, Jesus e lo stesso Ronaldo.
Il quadro in Nazionale
Ronaldo, che ha esordito in Nazionale nel 2003 e ha collezionato 234 presenze e 146 gol, non ha ancora sciolto i dubbi sul proprio futuro con la maglia delle quinas. La federazione ha confermato che la preparazione per i due impegni contro Danimarca e Norvegia è proseguita con i restanti ventiquattro giocatori. Per la sfida di Copenaghen, Jesus ha schierato Gonçalo Ramos come centravanti titolare, lo stesso che era partito dall'inizio anche contro la Norvegia e che aveva firmato il gol della vittoria.
La maglia numero 7 è passata intanto a Rafael Leão, per una questione regolamentare legata ai numeri disponibili nella lista dei convocati.
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