Mare fuori 6, quel colpo di pistola al luna park e i nuovi equilibri dentro e fuori dall’Ipm
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sono bastati pochi fotogrammi, al termine della quinta stagione, per scatenare una ridda di ipotesi che per mesi ha divorato il web: chi, mascherato da cowboy, ha premuto il grilletto quella sera al luna park, ferendo gravemente Tommaso pur di colpire Rosa Ricci? I primi sei episodi della sesta stagione, disponibili su RaiPlay dallo scorso 4 marzo, non solo riannodano i fili di quel giallo, ma gettano lo spettatore in un clima ben più cupo e disincantato, dove il margine di luce che un tempo caratterizzava l’Istituto Penale Minorile di Napoli sembra essersi quasi del tutto consumato. La regia di Beniamino Catena e Francesca Amitrano cesella un’atmosfera asfissiante, in cui i destini dei ragazzi – quelli nuovi e quelli storici – si incrociano in una lotta per la sopravvivenza che non lascia spazio a facili illusioni.
E il mistero, va detto, viene sciolto abbastanza rapidamente, perché gli autori non hanno voluto giocare troppo a rimpiattino con il pubblico: la responsabilità dell’agguato, come molti sospettavano, ricade su Carmela, sempre più determinata a ritagliarsi un ruolo da regina indiscussa delle piazze di spaccio, supportata da un’ambizione fredda e da una sete di rivalsa che non conosce più argini. Giovanna Sannino, che presta il volto alla dark lady di questa tornata di episodi, cesella un personaggio spietato ma non privo di crepe, capace di giocare a fare il boss pur restando, nel profondo, un’anima smarrita in una terra di nessuno. Ma a complicare ulteriormente il quadro, dentro e fuori dal carcere, ci pensano le new entry: tre sorelle – Sharon, Marika e Annarella – che dal banco del pesce finiscono in cella portando con sé ambizioni e conflitti in grado di alterare gli equilibri preesistenti; e poi Stella, ragazza di buona famiglia cresciuta in una gabbia dorata, il cui talento musicale potrebbe rappresentare per qualcuno l’unica àncora di salvezza.
Il potere, le alleanze e il prezzo del riscatto
Non c’è soltanto la faida tra clan, però, a muovere le trame di questa sesta stagione. Simone, che ha raccolto l’eredità di Donna Wanda, cerca di tenere le redini del gruppo mentre un sentimento imprevisto per Carmela rischia di mettere in pericolo Rosa, schiacciata tra il richiamo del sangue e il desiderio – sempre più concreto – di una vita diversa. La Ricci, interpretata da una Maria Esposito ormai colonna portante dell’intero impianto narrativo, si muove su un crinale instabile, combattuta tra la lealtà familiare e la spinta di una madre, Maria, che vorrebbe per lei un futuro lontano dagli ingranaggi criminali. Ed è proprio sul versante adulto che la serie opera un ribaltamento interessante: Massimo, il comandante, si scopre fragile e vulnerabile a causa dell’amore per Maria, un sentimento che lo mette in conflitto con l’etica del suo ruolo e lo costringe a una scelta dolorosa tra dovere e felicità personale. Allo stesso modo, Sofia, la direttrice, viene consumata dall’angoscia per la fuga della figlia Lorenza insieme ai due milanesi, una vicenda che la porterà a un progressivo cedimento psicologico, aprendo le porte all’arrivo di un nuovo direttore, Stefano Stazi, più giovane e intransigente, il cui approccio rigidamente burocratico rischia di scontrarsi con la realtà complessa dell’Ipm.
Amori e fragilità nel microcosmo del carcere
Mentre il thriller si dipana e le alleanze si rinsaldano o si spezzano, i registi non perdono mai di vista il nucleo pulsante della narrazione: i ragazzi, con le loro storie d’amore e le loro pene. Pino e Alina, ad esempio, si trovano a fare i conti con una gravidanza inaspettata, una notizia che getta Alina in uno stato di profonda incertezza mentre Pino, al contrario, sembra voler abbracciare con entusiasmo questa nuova responsabilità, dimostrando una maturità che stupisce persino l’educatore Beppe. E poi ci sono le tre sorelle, il cui rapporto simbiotico e conflittuale emerge prepotentemente: Annarella, la più piccola, serba un trauma infantile legato alla sorella Sharon, una ferita che condiziona il loro legame e che viene alla luce nei colloqui con gli operatori, mentre Marika, dotata di una bella voce, cerca nello studio del canto una via di fuga da un destino già scritto. Dobermann, dal canto suo, tenta di uscire dal tunnel della droga e di riconquistare Sonia, in una relazione clandestina che rappresenta per lui un barlume di normalità, ma il percorso di recupero è irto di ostacoli e di ricadute.
Vecchie conoscenze e nuovi ingressi
Tra i banchi dell’Ipm e le strade di Napoli, il continuo ricambio del cast – ormai cifra stilistica della serie – prova a immettere linfa vitale in un racconto che, va detto, mostra qualche segno di usura dopo sei anni e 490 milioni di visualizzazioni. Accanto alle new entry come Mei Ling, ragazza cinese dal passato enigmatico che custodisce un oggetto segreto, ritroviamo volti noti come Cucciolo, diviso tra il dolore per la perdita di Milos e la necessità di proteggere Micciarella, o ancora Carmela, la cui ambizione la porta a scontrarsi con Simone per il predominio sulle piazze di spaccio. Fuori dalle mura, Gianni, finalmente libero, riscopre la passione per la musica grazie all’incontro con Gigi D’Alessio, un cameo che sottolinea come l’arte possa diventare veicolo di riscatto anche per chi ha sbagliato. Ma è dentro il carcere che si consumano i nodi più drammatici: Tommaso, dopo essersi frapposto tra Rosa e il proiettile, si ritrova più legato che mai alla ragazza, spingendola a guardare in faccia la realtà e a chiedersi se il suo cuore sia pronto ad accogliere un nuovo amore, mentre una minaccia incombe ancora su di lei, perché Simone si è procurato un’arma per portare a termine il compito lasciatogli in eredità da Donna Wanda.




