Aggressione a Napoli: arrestati tre militanti di Casapound
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Redazione Interno
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Il 12 ottobre, nel quartiere Vomero di Napoli, un fotografo di 44 anni, Roberto Tarallo, è stato brutalmente aggredito da cinque individui. La sua colpa? Indossare un giubbotto con simboli antifascisti. Ieri, quattro di questi aggressori sono stati indagati: si tratta di militanti di Casapound, noti per la loro presenza in prima fila durante la commemorazione di Acca Larentia il 7 gennaio a Roma.
Dettagli dell'aggressione
La sera del 12 ottobre, Tarallo è stato aggredito con un cortello. L'aggressione, attribuita all'estrema destra partenopea, ha suscitato indignazione da parte di diverse forze politiche e della stessa vittima, il cui volto tumefatto è diventato simbolo di quella violenza.
Arresti e indagini
Sono quattro i militanti di Casapound accusati del violento pestaggio di Tarallo e di avergli rapinato un giubbotto con la toppa “antifa”. Tre di loro sono finiti ai domiciliari, in esecuzione della misura cautelare. Si tratta del 34enne Vittorio Acuto, definito “elemento di spicco” di CasaPound; Paolo Primerano, 39 anni, ex guardia giurata, dipendente del ministero dei Beni culturali in servizio presso la Reggia di Caserta; Taras Buha, 28 anni, collaboratore del console ucraino a Napoli, ritenuto dagli investigatori legato a gruppi neofascisti ucraini.
Esclusa l'aggravante della discriminazione
Nonostante la natura dell'aggressione, il gip del tribunale di Napoli ha escluso l'aggravante della discriminazione, o dell'agevolazione di movimenti votati a tali scopi, per gli indagati. Questa decisione ha sollevato ulteriori domande sulla natura dell'aggressione e sulle motivazioni dietro l'attacco.




