Schillaci al Niguarda per i ragazzi ustionati a Crans-Montana, Aifa sblocca farmaco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha fatto visita, senza annunci preliminari e scortato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dall’assessore Guido Bertolaso, ai giovani pazienti ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano per le gravi ustioni riportate nel rogo di Crans-Montana. Arrivato in auto e accedendo dalla porta del pronto soccorso, il ministro ha voluto incontrare personalmente i feriti e le loro famiglie, eludendo poi le domande dei cronisti che attendevano sue dichiarazioni all’esterno della struttura. “È stata una visita per vedere i pazienti, per salutare i familiari”, ha dichiarato in seguito Schillaci, visibilmente commosso, sottolineando come lo scopo fosse anche quello di ringraziare il personale sanitario per il lavoro svolto in queste drammatiche circostanze, lavoro che ha definito “veramente unico”. Il ministro ha quindi colto l’occasione per tessere un elogio alla sanità pubblica, in particolare a quella lombarda, descritta senza mezzi termini come “una vera eccellenza”.

L'importazione straordinaria del farmaco a base di bromelina

Parallelamente alla gestione clinica dell’emergenza, un altro fronte si è aperto quello dell’approvvigionamento di medicinali specifici. La cura dei giovani ustionati, infatti, ha richiesto l’utilizzo di un particolare farmaco a base di bromelina, un enzima estratto dall’ananas utilizzato nella terapia delle ustioni gravi. Questo medicinale, classificato come “farmaco orfano” per la sua nicchia terapeutica, ha cominciato a scarseggiare non solo in Italia ma a livello globale. L’Agenzia italiana del farmaco, come ha precisato in una nota, era già intervenuta sul caso nel novembre 2025, autorizzando in via straordinaria l’importazione del prodotto dall’estero per far fronte alla situazione critica creatasi dopo l’incidente di Crans-Montana.

La carenza globale e il ruolo dei conflitti

La penuria di questo presidio terapeutico, come spiegato dall’Aifa, non è un fatto isolato o legato esclusivamente a questo singolo evento tragico. Le cause sono più strutturali e riconducibili a una produzione che non riesce a tenere il passo con una domanda globale in costante ascesa. Una domanda che, è bene ricordarlo, è stata alimentata negli ultimi anni dal moltiplicarsi di eventi bellici e di grandi emergenze umanitarie in varie parti del mondo, i quali generano un picco di bisogno di questi farmaci salva-vita. L’incendio in Svizzera ha dunque portato alla luce, in maniera drammatica e urgente, una criticità del sistema farmaceutico internazionale, mettendo in luce la fragilità delle catene di approvvigionamento per medicinali non di largo consumo ma essenziali in casi estremi.

La risposta dell'agenzia del farmaco

L’intervento dell’Aifa, perciò, si è inserito in un contesto già teso, agendo con una procedura d’urgenza per garantire la continuità delle cure ai pazienti del Niguarda. L’autorizzazione all’importazione rappresenta uno strumento regolatorio previsto per far fronte a carenze improvvise e gravi, bypassando le normali procedure di distribuzione quando la disponibilità nazionale non è sufficiente a coprire fabbisogni terapeutici impellenti. Questa mossa ha permesso di assicurare il farmaco necessario ai medici milanesi, i quali hanno potuto continuare i trattamenti senza interruzioni, mentre la macchina dei soccorsi e dell’assistenza ai feriti e alle loro famiglie proseguiva il suo corso all’interno dell’ospedale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.