Polemiche e riflessioni sulla commemorazione di Acca Larentia
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Redazione Interno
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La commemorazione della strage di Acca Larenzia, avvenuta a Roma il 7 gennaio 1978, ha suscitato polemiche e riflessioni. Durante l'evento, alcuni partecipanti hanno eseguito il saluto romano, gesto che ha sollevato un dibattito sull'interpretazione della Legge Scelba del 1952.
Il contesto storico
La strage di Acca Larenzia è un tragico evento a sfondo politico in cui furono uccisi due giovani attivisti di destra, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, appartenenti al Fronte della Gioventù. L'omicidio avvenne ad opera di un gruppo armato afferente alla sinistra, davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano nel quartiere Tuscolano di Roma.
Il saluto romano e la legge Scelba
Il saluto romano eseguito durante la commemorazione ha suscitato polemiche. Questo gesto è previsto dalla Legge Scelba del 1952, che punisce chi compie pubblicamente manifestazioni usuali al disciolto partito fascista. Tuttavia, la legge viene interpretata in modo restrittivo, poiché è difficile provare che questi gesti portino alla ricostituzione del partito fascista.
Le reazioni
Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, ha preso le distanze dai saluti romani, definendo gli autori come "200 imbecilli utili alla sinistra per giudicarci". Ha inoltre sottolineato che "sotto giudizio purtroppo non sono mai andati gli assassini di Acca Larenzia".
Dall'altra parte, Angelo Bendotti, presidente dell’Isrec, Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, ha commentato che “non abbiamo mai fatto i conti col fascismo”.
Conclusioni
La commemorazione della strage di Acca Larenzia continua a sollevare questioni complesse e delicate sulla storia politica italiana. Il dibattito sul saluto romano e sulla Legge Scelba evidenzia le tensioni ancora presenti nel paese.




