Stellantis, la riorganizzazione di Filosa allarma i sindacati francesi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La ristrutturazione interna avviata dall'amministratore delegato Antonio Filosa, che guida Stellantis dallo scorso giugno, sta generando un clima di apprensione tra i lavoratori d'Oltralpe, i quali osservano con crescente inquietudine l'evolversi di una strategia che, a loro avviso, potrebbe marginalizzare le attività francesi del colosso automobilistico. Questa operazione, definita da molti come una profonda revisione della struttura ereditata dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e il gruppo PSA, tocca infatti i gangli vitali dell'organizzazione, ridisegnando non solo le responsabilità ma anche, e soprattutto, gli equilibri di potere all'interno di un conglomerato che annovera ben quattordici marchi storici, da Peugeot a Jeep, da Fiat ad Alfa Romeo. I timori, peraltro, non sono confinati alle sole rappresentanze sindacali, trovando ampio spazio nella stampa transalpina, la quale sottolinea come il nuovo corso sembri privilegiare, in maniera piuttosto palese, altre aree geografiche e altri centri decisionali.
Il baricentro si sposta
La nomina di Emanuele Cappellano – un manager con una lunga carriera in Fca, iniziata nel 2002 – alla guida della regione Europa allargata e dei brand europei rappresenta, per molti osservatori, un segnale emblematico di questa transizione. A questo si accompagna il passaggio di un altro dirigente di peso a Maserati, in un mosaico di movimenti che, nel loro complesso, sembrano rafforzare la presenza di professionalità legate all'ex Fiat Chrysler Automobiles in posizioni di vertice. È proprio questa percezione di uno squilibrio, che molti definiscono ormai strutturale, a nutrire le preoccupazioni dei sindacati francesi, i quali paventano una lenta ma inesorabile erosione dell'influenza e delle competenze storicamente radicate in Francia. Il gruppo, d'altro canto, non ha mai formalmente dichiarato un'intenzione di ridimensionamento delle operazioni nel paese, sebbene le mosse organizzative lascino trapelare una volontà di centralizzare alcune funzioni critiche altrove.
Le preoccupazioni per gli investimenti
Al di là dei semplici riassetti manageriali, ciò che più turba i dipendenti francesi è l'incertezza che grava sul futuro degli investimenti industriali e strategici legati al territorio nazionale. La paura, come riportato da diverse agenzie di stampa internazionali, è che il nuovo management possa dirottare risorse e progetti di sviluppo verso siti produttivi in Italia e negli Stati Uniti, nazioni che, non a caso, appaiono beneficiarie di una rinnovata attenzione da parte della holding. Si tratta di un'ansia che affonda le sue radici nella natura stessa di una fusione, dove l'integrazione di culture aziendali diverse e la ricerca di sinergie possono talvolta tradursi in scelte dolorose per alcuni degli attori coinvolti. La situazione, del resto, è resa ancor più delicata dal contesto economico globale, che spinge le Corporation a ottimizzare i costi e a concentrare le attività laddove si prevedono i maggiori ritorni.
Una partita dai risvolti complessi
La partita che Antonio Filosa si trova a giocare è dunque di una complessità notevole, dovendo bilanciare le esigenze di efficienza e competitività di un gruppo globale con le sensibilità politiche e sociali dei diversi paesi in cui Stellantis opera. Le reazioni dei sindacati francesi, per quanto comprensibili, sono solo uno dei fronti su cui l'amministratore delegato è chiamato a misurarsi, in un processo di riorganizzazione che, per sua stessa definizione, è ancora in una fase iniziale e destinato a svilupparsi nei prossimi mesi. La sfida consisterà nel dimostrare che il ridisegno della struttura, seppur con un baricentro apparentemente spostato, non si tradurrà in un depauperamento delle capacità industriali francesi, le quali restano un pilastro fondamentale nella storia di marchi come Peugeot. Molti, intanto, continuano a guardare con attenzione a ogni nuova mossa del management.




