Stellantis, i sindacati chiedono un incontro urgente con l'ad Filosa
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Redazione Economia
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I sindacati metalmeccanici bussano con insistenza alla porta del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, insediatosi alla guida del gruppo da meno di tre mesi. La richiesta di un confronto immediato, avanzata tramite una nota congiunta da Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, e da Samuele Lodi, segretario nazionale dello stesso sindacato, nasce da una preoccupazione concreta per le sorti degli stabilimenti italiani. La situazione, come loro stessi dichiarano, «è in continuo peggioramento»: un quadro allarmante caratterizzato dal crollo verticale delle produzioni, dall’aumento ricorrente del ricorso agli amministratori sociali e da un calo dell’occupazione che appare inarrestabile.
L’urgenza del tavolo, che Fim, Fiom e Uilm reclamano a gran voce, non è dettata soltanto dalle criticità del presente, ma soprattutto dalla quasi totale assenza di prospettive certe per il domani in materia di ricerca, sviluppo e, in ultima analisi, produzione. Il timing di questa sollecitazione, peraltro, non è casuale e si intreccia con alcune scadenze cruciali che attendono Filosa nel prossimo futuro; su tutte, il complesso negoziato con Bruxelles in merito a una possibile revisione del regolamento comunitario sulle emissioni di CO2, il cui prossimo round è fissato per il 12 settembre.
L’obiettivo primario dei sindacati è dunque quello di ottenere garanzie concrete e soluzioni durature, inserite all’interno di un disegno industriale chiaro e definito che riguardi l’intero panorama produttivo nazionale del gruppo. Il nuovo piano industriale, il cui annuncio è atteso entro il primo trimestre del 2026, rappresenta il vero banco di prova per la nuova governance, chiamata a sciogliere numerosi nodi che pesano sul futuro di migliaia di lavoratori.




