Stellantis, i sindacati lucani chiedono chiarezza a Filosa sullo stabilimento di Melfi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In vista dell’incontro, fissato per lunedì 20 ottobre, con il nuovo amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa, le segreterie regionali di Basilicata di Fim, Fiom, Uilm e Fismic sollecitano l’azienda a fornire delucidazioni definitive riguardo alle future missioni produttive del sito di Melfi. L’attesa, che si protrae ormai da mesi, ha creato un clima di apprensione tra gli addetti, i quali avvertono l’urgenza di conoscere i piani che ne determineranno il destino occupazionale. Viene richiesta, con altrettanta insistenza, la definizione di un cronoprogramma preciso per l’avvio delle nuove linee di assemblaggo, un passaggio che si ritiene indispensabile per scongiurare un ulteriore deterioramento delle condizioni di un comparto, quello dell’indotto, che versa già in uno stato di profonda crisi.

La situazione dell'indotto e le attese

Le parti sociali, le quali hanno più volte denunciato la fragilità del tessuto produttivo locale, chiedono all’azienda di assumere impegni concreti e vincolanti a favore delle aziende fornitrici. Molte di esse, infatti, faticano a reggere l’impatto di una produzione automobilistica che non ha ancora ritrovato un ritmo soddisfacente, con ripercussioni immediate sull’occupazione e sulla tenuta economica di un’intera area. La mancanza di prospettive certe, unita a un mercato in rapida evoluzione, rischia di erodere quel capitale di competenze e professionalità che si è costruito in anni di attività.

Il rinvio del piano e le ripercussioni su Termoli

A complicare il quadro generale contribuisce la notizia del rinvio del nuovo piano industriale di Stellantis, inizialmente previsto entro marzo 2025 e ora slittato, secondo quanto si apprende, almeno al mese di giugno. Una posticipazione che non fa che alimentare le preoccupazioni negli altri stabilimenti italiani, a cominciare da quello di Termoli. Lo scenario che si delinea per lo stabilimento molisano, già segnato da un prolungato ricorso agli ammortizzatori sociali e da una contrazione significativa dei volumi, viene percepito come estremamente critico dai rappresentanti dei lavoratori, i quali temono che nuovi ritardi possano pregiudicare le scelte industriali necessarie.

La pesante incertezza sui tempi

Marco Laviano, segretario della Fim-Cisl Molise, ha sottolineato senza mezzi termini come questo slittamento temporale rischi di aggravare una condizione già precaria, prolungando l’attesa per decisioni che non possono essere ulteriormente rimandate. L’allungamento dei tempi per la presentazione del piano, del resto, si traduce in un’incertezza che pesa sulle scelte di vita di migliaia di persone, le quali si trovano a dipendere dagli strumenti di sostegno al reddito in assenza di una progettualità industriale chiara e di lungo periodo. La richiesta che giunge dalle organizzazioni sindacali è, quindi, quella di una calendarizzazione precisa e di assunzioni di responsabilità che vadano nella direzione di una stabilizzazione occupazionale.

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