Scandalo sul set di Stranger Things: Millie Bobby Brown accusa David Harbour di bullismo e molestie
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un fulmine a ciel sereno, che rischia di offuscare l'attesa per l'epilogo di uno dei fenomeni televisivi più importanti degli ultimi anni, ha colpito il set di "Stranger Things". La giovane star Millie Bobby Brown, la cui interpretazione di "Undici" l'ha resa un'icona globale, ha formalmente accusato il collega David Harbour, che nella serie ricopre il ruolo del suo padre adottivo Jim Hopper, di comportamenti inappropriati, classificati come bullismo e molestie, sebbene non di natura sessuale. La notizia, rivelata in esclusiva dal "Mail on Sunday", getta un'ombra imprevista sull'ecosistema della produzione Netflix, proprio mentre la macchina promozionale per la quinta e ultima stagione era entrata nel suo clou con le celebrazioni al Lucca Comics & Games.
Le accuse e l'indagine interna
Secondo quanto trapelato dalle fonti giornalistiche, le accuse della Brown, che oggi ha ventun anni, si concentrerebbero su una serie di atti di bullismo e su molestie verbali, presumibilmente perpetrati da Harbour sul set. La produzione, come prassi ormai consolidata in casi di tale delicatezza, avrebbe immediatamente avviato un'indagine interna di larga scala per fare piena luce sulla vicenda, un procedimento che, per sua natura, implica l'ascolto dei testimoni e la raccolta meticolosa di ogni elemento utile a ricostruire la dinamica dei fatti. La gravità delle dichiarazioni attribuite all'attrice britannica risuona con particolare forza, considerando il rapporto padre-figlia che i due interpreti portano avanti con successo sullo schermo da diverse stagioni.
Un contrappunto amaro alla festa
La rivelazione giunge in un momento di massima esposizione pubblica per il cast, che proprio in Italia, nell'affollatissima cornice del Lucca Comics & Games, aveva presentato con grande entusiasmo l'imminente arrivo degli episodi conclusivi. Quella che doveva essere una festosa celebrazione per i fan, con la presenza di diversi membri del cast maschile e dei creatori Duffer Brothers, si trova ora a fare i conti con una realtà ben più aspra e lontana dai riflettori. L'incidente, del resto, non è il primo che coinvolge Harbour, il cui nome era già circolato nelle cronache rosa per precedenti questioni personali.
Le implicazioni per la serie cult
L'esplosione dello scandalo, che inevitabilmente attira l'attenzione dei media e del pubblico su dinamiche di lavoro piuttosto che sul merito artistico, rappresenta una sfida complessa per gli showrunner e la casa di produzione. L'atmosfera sul set, un fattore cruciale per qualsiasi ripresa, diventa ancor più delicata quando si tratta delle fasi finali di una saga tanto seguita, nella quale l'alchimia tra i personaggi principali è un pilastro narrativo. L'indagine avviata da Netflix sarà quindi determinante non solo per accertare le responsabilità, ma anche per gestire le ripercussioni su un prodotto che ha ormai raggiunto lo status di fenomeno culturale.




