Scontro Italia-Spagna, la linea di Meloni sui confini non cambia: «Non cederemo ai ricatti di Sánchez»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un po' di vergogna, per favore. Lo so che bisogna andarci piano con le parole grosse, specie quelle della gamma dell'indignazione, che oggi si sprecano per qualsiasi cosa. Ma come chiamare diversamente da ‘vergogna’ la sensazione che si prova, da italiani, di fronte al comportamento del nostro governo e quindi del nostro Paese nei confronti della Spagna dopo l'invasione di un giorno di Ceuta? Una sensazione che si fa strada tra i cittadini, alimentata da una cronaca che racconta di ritorsioni e ultimatum, in un gioco diplomatico che sembra aver perso qualsiasi barlume di misura.

Il fronte interno e la replica a Sánchez

La ritorsione della Spagna era stata messa nel conto, ma la linea del governo italiano non cambia: «È un ricatto che l'Italia non può accettare». Con queste parole, trapelate dagli ambienti di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sintetizzato la posizione italiana, ribadendo che non si cederà di un passo. Adesso il timore è che l'iniziativa spagnola possa in qualche modo creare disagi ai turisti italiani con controlli a tappeto, e non a campione, nei porti e negli aeroporti iberici, specie quelli delle isole prese d'assalto in questo periodo.

Un pensiero che non riguarda solo la diplomazia, ma che tocca direttamente le tasche e le vacanze di milioni di connazionali. Per questo già da ieri sera i contatti tra Giorgia Meloni, i vicepremier e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi mirano a trovare una soluzione che possa ridurre al minimo il danno per i connazionali.

L'opposizione si schiera con il premier spagnolo

In questo clima di tensione, arriva il commento del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha spiazzato molti osservatori. Intervistato da Andrea Pancani a Sabaudia Incontra, l'ex premier ha lodato il suo omologo spagnolo: «Sanchez ha dimostrato di essere un hombre vertical, un uomo dalla schiena dritta, una persona seria. E ha anche dimostrato di saper interpretare i principi scritti nella nostra Costituzione e nella Carta europea dei diritti fondamentali».

Parole che suonano come un endorsement netto alla politica di Madrid, ma anche come una critica durissima all'esecutivo guidato da Meloni, definita «folle» per la scelta di isolare la Spagna. Conte ha parlato di 'scelta grave e contraddittoria', gettando benzina sul fuoco di una polemica che rischia di diventare sempre più aspra.

Il muro contro muro e l'effetto sul turismo

Il risultato è un muro contro muro che sembra non avere vie d'uscita. Giorgia Meloni si è presa qualche ora per raccogliere il guante de desafío, il guanto di sfida lanciato di buon mattino da Pedro Sanchez. Un ultimatum - e la rappresaglia in serata - che spazzano via ogni mediazione. «Noi non cediamo ai ricatti», si è sfogata la presidente del Consiglio mentre dettava ai suoi collaboratori una nota di fuoco.

Subito dopo ha sentito al telefono il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il titolare degli Esteri Antonio Tajani, per coordinare una risposta che al momento appare più basata sul rifiuto della controparte che su una proposta concreta. Nel frattempo, il Viminale ha diramato un'allerta terrorismo, un fatto che, se da un lato riguarda la sicurezza generale, dall'altro rischia di alimentare ulteriormente il clima di diffidenza tra le due sponde del Mediterraneo. Il tutto mentre i turisti italiani, in partenza per le coste spagnole, si interrogano su cosa li aspetti agli arrivi.

I controlli a tappeto minacciati da Madrid potrebbero tradursi in code interminabili e disagi, trasformando una vacanza in un'esperienza complicata. La politica, intanto, continua a giocare al ping-pong delle dichiarazioni, con l'opposizione che incalza e il governo che serra i ranghi, convinto di non dover fare un passo indietro.

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