Scontro Italia-Spagna sui controlli di frontiera, la Farnesina potenzia l’assistenza ai viaggiatori
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Redazione Interno
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La tensione diplomatica tra Italia e Spagna, innescata dalla decisione di Roma di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen dopo la crisi migratoria di Ceuta, ha portato Madrid a rispondere con una misura speculare che dal fine settimana coinvolge porti e aeroporti. I controlli a campione, attuati dalla Policia Nacional spagnola, riguardano una percentuale variabile tra il 5% e il 10% dei passeggeri in arrivo dall’Italia e non mirano ai cittadini comunitari, bensì a identificare eventuali viaggiatori extra Ue che potrebbero aver imbarcato voli o navi provenienti dal nostro Paese.
Sull’altro fronte, il ministero degli Esteri italiano ha definito il provvedimento una misura di ritorsione e ha prontamente rafforzato i canali di assistenza consolare per i connazionali in territorio iberico o in partenza, aggiornando il portale Viaggiare Sicuri e attivando una sala operativa h24.
L’escalation dopo Ceuta e i numeri dei controlli
Le verifiche sono scattate alla mezzanotte tra venerdì 7 e sabato 8 agosto, inizialmente negli scali di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, per estendersi poi a Siviglia, Malaga, Bilbao, Alicante e Valencia, con un ulteriore allargamento previsto alle isole Baleari e Canarie nei giorni immediatamente successivi.
Fonti citate dal quotidiano El Pais riferiscono che sono impiegati circa un centinaio di agenti, i quali operano verifiche a campione all’uscita del ponte di imbarco o direttamente sulla pista, senza creare particolari deviazioni nei flussi: in media, vengono controllate 15 persone sui voli di medie dimensioni e circa 25 su quelli più capienti.
La Farnesina, da parte sua, ha precisato che i requisiti d’ingresso per i cittadini italiani restano invariati – è sufficiente essere muniti di passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio – mentre l’Unità di crisi ha reso operativo un canale WhatsApp dedicato e ha potenziato i numeri telefonici di emergenza, tra cui il consolato di Madrid e quello di Barcellona, per fornire supporto immediato in caso di necessità.
Le dichiarazioni ufficiali e il nodo della proporzionalità
Il braccio di ferro tra i due esecutivi si è consumato anche sul piano delle dichiarazioni pubbliche. Dopo la riunione informale dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea, il titolare del Viminale spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha definito i controlli italiani “completamente inutili e sproporzionati”, auspicandone una rapida revoca e ribadendo che l’area Schengen non è mai stata messa in pericolo.
Il commissario europeo Magnus Brunner ha invece ricordato che la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne è possibile in via eccezionale e temporanea, ma ha precisato che Bruxelles valuterà la misura italiana alla luce dell’evoluzione della situazione a Ceuta, sottolineando che molte persone sono già rientrate in Marocco.
Palazzo Chigi ha replicato con fermezza, dichiarando di non accettare ultimatum e di voler mantenere la sospensione almeno fino al 15 agosto, data in cui si teme una nuova ondata migratoria dall’exclave nordafricana, e ha ribadito che i cittadini spagnoli ed europei non sono direttamente interessati dal ripristino dei controlli alle frontiere italiane.
La situazione nei porti e le ricadute sul traffico marittimo
Sul fronte dei collegamenti marittimi, la compagnia Grimaldi Lines ha assicurato che al momento non si registrano particolari ripercussioni per i passeggeri in viaggio tra Italia e Spagna, sebbene si stiano verificando alcuni rallentamenti nelle operazioni di sbarco a causa dei controlli a campione.
Le verifiche interessano sia il traffico passeggeri che quello merci, ma secondo quanto riferito dalla stessa società, le prenotazioni effettuate nei mesi scorsi non hanno subito variazioni, e la situazione – pur monitorata costantemente – non ha generato code o disagi significativi negli scali, compreso quello di Porto Torres.
Resta alta l’attenzione delle autorità, in attesa di capire se l’intensificazione dei controlli avrà un impatto concreto sui flussi turistici in un periodo di alta stagione, ma le prime rilevazioni non segnalano criticità tali da compromettere la regolarità dei viaggi.
L’assistenza consolare e i canali di emergenza
Per far fronte alle potenziali criticità, il ministero degli Esteri italiano ha messo in campo una macchina organizzativa che prevede il rafforzamento della sala operativa dell’Unità di crisi, attiva 24 ore su 24 al numero +39 0636225, e l’attivazione di un canale WhatsApp denominato “Unità di Crisi – Spagna” per diffondere aggiornamenti in tempo reale.
I consolati generali di Madrid e Barcellona, insieme al vice consolato di Arona, nelle Canarie, sono stati dotati di linee telefoniche dirette per offrire un’assistenza tempestiva in caso di problemi legati ai documenti di viaggio o a eventuali trattenimenti.
La pagina dedicata alla Spagna sul portale Viaggiare Sicuri è stata aggiornata con le indicazioni operative e con i riferimenti utili, invitando tutti i cittadini in partenza o già presenti nel Paese a consultarla prima di mettersi in viaggio, in modo da essere preparati a eventuali verifiche senza incorrere in disagi.
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