Pisa-Milan, la notte folle di Fullkrug e Rabiot: il tedesco si scusa per il rigore sbagliato, il francese si sfoga sui social

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Arena Garibaldi, per il Milan, rischiava di trasformarsi in una trappola mortale, di quelle che ti marchiano una stagione intera, e invece ne è uscito con tre punti pesantissimi ma con il fiato spezzato e una valigia piena di polemiche. La vittoria per 2-1 contro il Pisa, confezionata nel finale dalla giocata di un fenomeno come Luka Modric – quel suo scavetto che ha beffato il portiere Nicolas è roba da antologia –, ha infatti nascosto per novanta minuti le crepe di una prestazione opaca e, soprattutto, ha evitato che l'errore dal dischetto di Niclas Fullkrug pesasse come un macigno sul conto economico della squadra. Il centravanti tedesco, entrato all’inizio della ripresa al posto di un Nkunku evanescente, si è presentato sul dischetto al cinquantaseiesimo minuto per il potenziale 0-2, quello che avrebbe chiuso la partita, ma la sua conclusione si è stampata sul palo, regalando ossigeno e speranza ai padroni di casa guidati dal nuovo tecnico Hiljemark -2-7.

Un errore che poteva costare carissimo, specie quando il Pisa ha trovato il pari con Loyola, e che ha spinto lo stesso Fullkrug a un pubblico mea culpa poche ore dopo il triplice fischio. "Sicuramente ho avuto giorni migliori e fortunatamente il rigore non è risultato decisivo", ha scritto l'attaccante sui propri canali social, aggiungendo un ringraziamento sentito ai compagni per avergli evitato la corte marziale -9. Una liberazione, la sua, perché se la partita fosse finita in parità, il fantasma dell’errore dal dischetto lo avrebbe perseguitato per settimane, considerando anche che si tratta del terzo rigore sbagliato in carriera su trenta calciati: uno score comunque positivo, ma che per un attaccante abituato a fare gol pesanti rappresenta comunque una macchia -9.

Il regolamento e lo sfogo social di Rabiot: perché il rigore non andava ripetuto

Se Fullkrug chiedeva scusa per l’occasione sprecata, dall’altra parte dello spogliatoio Adrien Rabiot sceglieva una strada diversa, quella della polemica istituzionale via Instagram. Il centrocampista francese, già espulso nel recupero per doppia ammonizione – una decisione, quella del direttore di gara Fabbri, che gli costerà la squalifica per la prossima partita contro il Como –, ha postato un fermo immagine del calcio di rigore, evidenziando due presunte irregolarità -1-5. Nella foto si vede il difensore pisano Angori penetrare in area prima del tiro e il portiere Nicolas con entrambi i piedi staccati dalla linea di porta, una combinazione che, nell’immaginario collettivo, equivale a un errore arbitrale -1-6.

E invece, regolamento alla mano, l’arbitro Fabbri e il Var hanno agito correttamente. Come spiegato dall’esperto arbitrale Luca Marelli a DAZN, la posizione di Angori, pur essendo irregolare, non è sanzionabile in quanto il difensore non ha influenzato la dinamica del tiro né ha partecipato all’azione successiva -4. Più complesso il discorso sul portiere: le norme attuali stabiliscono che, in caso di tiro non parato – e quello di Fullkrug è finito sul palo –, il rigore debba essere ripetuto solo se l’infrazione del portiere ha un impatto chiaro e diretto sul calciatore, ad esempio chiudendogli visivamente lo specchio della porta -1-4. I pochi centimetri di scarto di Nicolas, secondo questa interpretazione, non hanno minimamente condizionato la mira del tedesco, e dunque il verdetto del campo è stato giustamente convalidato.

La notte da dimenticare di Rabiot tra espulsione e proteste

La storia social del francese, un post muto privo di didascalie ma dal significato inequivocabile, è stata quindi l'ultimo atto di una serata storta per il centrocampista ex Juventus, che già era uscito dal campo con l'amaro in bocca per il cartellino rosso rimediato nei minuti di recupero -5-6. Un'espulsione, la sua, definita "molto sottile" dallo stesso Marelli, scattata dopo un primo giallo per un fallo discutibile e un successivo secondo cartellino per proteste, probabilmente innescato da qualche parola di troppo all'indirizzo del direttore di gara -5-10. Allegri, nel post-partita, ci aveva scherzato su, parlando di riposo forzato per il giocatore, ma la realtà è che il tecnico dovrà fare a meno di un elemento chiave in una fase delicata della stagione, e con la diffida che rimane comunque in sospeso -6-10.

La prestazione del Milan, al netto dei tre punti conquistati con il gol di Modric al minuto 85, rimane comunque oggetto di analisi per i problemi evidenziati: una squadra che si è fatta rimontare dopo un rigore sbagliato e che ha rischiato di vanificare una partita condotta, salvo poi dover ringraziare il suo veterano croato per l'ennesima giocata decisiva -2-7. Se Loftus-Cheek aveva illuso i tifosi con il gol del vantaggio nel primo tempo, la ripresa è stata un susseguirsi di errori e nervosismo, culminato con l’espulsione e con le proteste social, segno di una tensione interna che la vittoria finale ha solo in parte ricucito -8.

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