Andrea Mountbatten lascia la Royal Lodge tra le ombre del caso Epstein
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’addio alla residenza di Windsor, un palazzo di trentadue stanze immerso nel verde, è giunto con una fretta che sembrava voler seppellire, nella concitazione dei bagagli, l’ennesima ondata di vergogna. L’ex principe Andrea, fratello del re Carlo III, ha abbandonato la Royal Lodge in maniera precipitosa, secondo quanto riportato da fonti vicine alla famiglia reale britannica, dopo che la pubblicazione di nuovi documenti da parte del Congresso degli Stati Uniti ha gettato luce, ancora una volta, sul suo controverso legame con il finanziare Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali prima del suo decesso. Un trasferimento, quello verso una più modesta sistemazione nella tenuta reale di Sandringham, in Norfolk, che, seppur pianificato da tempo nell’ambito di una riduzione dei costi e degli impegni pubblici del membro più discusso della monarchia, è stato accelerato in modo deciso dalla corona in seguito alla diffusione dei cosiddetti “Epstein Files”.
Le nuove rivelazioni e l'incidente fotografico
Tra i materiali che hanno spinto l’acceleratore sull’allontanamento da Windsor, figura una fotografia, divenuta rapidamente di dominio pubblico, che ritrae Andrea in compagnia di una ragazza minorenne; un’immagine, questa, che si aggiunge a un so dossier di accuse e testimonianze già note, ma che ora acquisisce una nuova e più concreta evidenza documentale. La sensazione di umiliazione provata dall’ex duca di York, come sottolineato da alcune ricostruzioni, sarebbe stata acuita proprio dalla circolazione di quello scatto, percepito come l’emblema di un passato che continua a perseguitare senza tregua la sua figura e, di riflesso, l’istituzione che rappresenta. La polizia del Thames Valley, del resto, sta valutando nuove accuse emerse attraverso le recenti pubblicazioni, tra le quali spicca quella di una donna, all’epoca ventenne e di nazionalità non britannica, la quale affermerebbe di essere stata inviata appositamente da Epstein nel Regno Unito per un incontro con Andrea, presumibilmente svoltosi proprio tra le mura della Royal Lodge nel 2010.
L'indagine e le conseguenze istituzionali
La posizione dell’ex principe, già privato dei titoli militari onorifici e dello status di “Altezza Reale” nel tentativo di isolare la monarchia dallo scandalo, si fa dunque sempre più complessa, mentre le forze dell’ordine esaminano le dichiarazioni che dipingono un quadro di festini e incontri sessuali a cui il nobiluomo avrebbe preso parte. Queste rivelazioni, che includono anche racconti di presenze di minorenni, sono state pubblicate negli Stati Uniti, dove l’amministrazione del presidente Donald Trump, rientrato alla Casa Bianca, dovrà probabilmente continuare a confrontarsi con le ramificazioni giudiziarie e politiche dell’intera vicenda Epstein. Il trasferimento forzato dalla magione da trentun stanze, dal valore stimato di circa trentacinque milioni di euro, segna un ulteriore passo verso un confino di fatto, lontano dai riflettori e dalle residenze simbolo del potere reale.
Un epilogo amaro per una storia lunga
Il riassetto abitativo, pertanto, non rappresenta una semplice questione logistica ma l’ultimo capitolo di una lunga serie di provvedimenti restrittivi che hanno progressivamente ridotto il ruolo pubblico di Andrea, il quale, nonostante abbia sempre negato qualsiasi illecito, paga il prezzo di un’associazione personale rivelatasi devastante per la sua reputazione. La gestione dell’intera faccenda da parte del palazzo reale sembra ormai chiaramente orientata verso una strategia di contenimento del danno, che passa attraverso l’allontanamento fisico del protagonista dalle scene e il suo silenzio, mentre le inchieste, sia sul suolo britannico che oltreoceano, proseguono il loro corso esaminando le pesanti allegazioni contenute nelle migliaia di pagine di documenti resi pubblici.




