Strage di Bondi Beach, l'Isis minaccia il Belgio dopo aver elogiato l'attentato
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Redazione Esteri
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L'eco sinistro della sparatoria che ha insanguinato Bondi Beach, spezzando quindici vite durante la celebrazione di Hanukkah, si propaga ora con minacce verso nuovi orizzonti. Lo Stato Islamico, che nel suo bollettino settimanale Al-Naba ha definito l'attacco in Australia una "fonte di orgoglio", ha infatti rivolto i propri moniti al Belgio, indicandolo come potenziale obiettivo futuro. Una strategia comunicativa, questa, che – come emerge dalla lettura dei materiali di propaganda – mira deliberatamente a seminare confusione, lodando operazioni condotte nei territori dei "miscredenti" senza necessariamente rivendicarle in via ufficiale, lasciando così "il nemico confuso e indeciso" di fronte a un silenzio che può essere più eloquente di qualsiasi dichiarazione.
La traccia delle indagini verso le Filippine
Nel frattempo, le indagini sulla strage di Sydney, il cui percorso investigativo si è arricchito di un tassello significativo, cercano di ricostruire le mosse degli attentatori nei giorni precedenti l'azione. Gli inquirenti hanno accertato che i responsabili hanno trascorso diverse settimane nel mese di novembre in un albergo di Davao City, la principale città del sud delle Filippine, un particolare che solleva interrogativi circa eventuali contatti o addestramenti in una regione storicamente teatro di attività estremistiche.
L'addio a Matilda, la vittima più giovane
Mentre la macchina delle minacce e delle indagini procede, Sydney ha vissuto momenti di commosso cordoglio, concentrandosi sulle vite stroncate. La città ha detto addio a Matilda, la bambina di dieci anni divenuta il volto più innocente e straziante della tragedia. Al suo funerale, celebrato nel rispetto della privacy familiare che ha chiesto di non diffondere il cognome, si sono riunite centinaia di persone, unite dal dolore ma anche dal desiderio di un tributo personale. La piccola, che stava giocando in uno zoo didattico poco prima che la violenza irrompesse, è stata ricordata con una menorah decorata con api, animali che lei adorava.
Un canto simbolo per un lutto collettivo
Il ricordo di Matilda e delle altre vittime è risuonato anche sulla spiaggia che fu scenario della strage, dove una veglia ha visto la folla intonare spontaneamente "Waltzing Matilda". Quella ballata, considerata un inno non ufficiale dell'Australia, è diventata in quel frangente un ponte tra il lutto privato e quello pubblico, un canto di unità e identità in risposta a un attacco che aveva colpito proprio una festa ebraica, cercando di minare il tessuto sociale. Un gesto semplice, quello dei partecipanti, che ha risposto all'odio con un simbolo di appartenenza condivisa, mentre le autorità valutano la nuova, inquietante minaccia proveniente dai canali dell'Isis.




